Regione Sardegna, un’allevatrice leghista verso la giunta. Titolo di studio? Terza media

Daria Inzaina, in pole per l’assessorato all’Agricoltura, dichiara di aver “comunque frequentato l’Istituto tecnico commerciale Don Gavino Pes, indirizzo ragioneria, per 5 anni, decidendo poi di non presenziare all’esame di maturità per motivi personali”. Vanta competenze che derivano “da una vita vissuta sul campo”. E poi si definisce “schietta, sincera, combattiva e agguerrita”

Consigliera provinciale di Confagricoltura a Sassari e socia di un’azienda agricola di Calangianus dove vengono allevati bovini Charolaise. Titolo di studio? Licenza media inferiore. Ma vanta competenze che derivano “da una vita vissuta sul campo”. E poi si definisce “schietta, sincera, combattiva e agguerrita quanto basta”. E’ Daria Inzaina, leghista, gallurese, non eletta alle ultime elezioni e, forte dell’appoggio del capogruppo in aula Dario Giagoni, favorita per l’ingresso nella giunta regionale come assessora all’Agricoltura.

Il suo nome ha acceso qualche polemica. Perché il suo titolo di studio è considerato inferiore alle aspettative legate alla giunta “di alto profilo” più volte annunciata dopo la vittoria del centrodestra a febbraio. Sul web circola il suo curriculum vitae. Dal 1994 al 2003 si è occupata di recupero crediti per mandato diretto extragiudiziale, mentre dal 1979 al 1997 è stata proprietaria e gestore del chiosco edicola e cartoleria di Calangianus. Dal 1998 è socia dell’azienda agricola “Piero Pittorru” che si occupa di allevamento di bovini razza Charolaise in selezione.

Il titolo di studio in suo possesso è la licenza media inferiore. Ma la Inzaina dichiara di aver “comunque frequentato l’Istituto tecnico commerciale Don Gavino Pes, indirizzo ragioneria, per 5 anni, decidendo poi di non presenziare all’esame di maturità per motivi personali”.

Dal 2011 è consigliera provinciale di Confagricoltura con delega al bovino da carne e sino al 2011 faceva parte della Camera di Commercio di Sassari.

“Le sue competenze sul settore”, si legge nel curriculum, “derivano da un’esperienza di vita vissuta direttamente sul campo, esperienza ampliata dall’ingresso nel consiglio provinciale della Confagricoltura. Ingresso che mi ha permesso di approfondire le conoscenze tecniche e mi ha dato modo di lottare in prima persona per la persona per la difesa di un comparto fondamentale per il territorio.

Non ho mai pensato di scendere in campo politico in prima persona sino ad oggi”, si legge ancora nel documento, “questo perché prima d’ora, non ho mai intravisto un progetto che potessi ritenere soddisfacente o affine ai miei ideali e valori. Abbracciando l’ideologia della Lega ora mi sento pronta a mettere a disposizione il mio tempo, le mie conoscenze e la mia tenacia tenendo ben fisso un solo obiettivo: tentare di restituire dignità a un settore e a un mondo lavorativo fin troppo martoriato e bersagliato.

Posso vantare di essere una donna schietta, sincera, combattiva e agguerrita quanto basta per riuscire a dire no qualora ve ne sia bisogno, quanto basta per rinunciare a personalismi che appartengono a un modo vecchio e stagno di amministrare e a nulla ci hanno portato. Questo perché da sempre credo che l’onestà e e la coerenza paghino, forse non nell’immediato a ma lungo termine pagano sempre”.