Regionali, la rabbia degli albergatori sardi: “Considerati solo da Pili e Zedda”

Dovevano essere in sette, alla fine sono stati in due. Il dibattito organizzato da Federalberghi sul turismo colleziona più assenze che presenze: “Siamo delusi”. Pili propone “un bando per le compagnie low cost che vogliono far crescere la Sardegna nel Mediterraneo”, Zedda chiede “una legge chiara, dal Governo, per regolare il diritto alla mobilità dei sardi”

Gli inviti, stando a quanto sostengono gli organizzatori dell’iniziativa, erano stati spediti a tutti e sette i candidati alla carica di presidente della Regione. Alla fine, però, all’appuntamento al Caesar’s hotel, si sono presentati solo in due: Mauro Pili e Massimo Zedda. E dai piani altri dell’associazione che conta tantissimi albergatori tesserati in tutta l’Isola, con in testa il presidente Paolo Manca, affermano di essere stati “snobbati. I contenuti del dibattito che abbiamo voluto chiamare non a caso ‘il turismo oltre le parole, sono stati contenuti molto importanti con linee di azione molto precise. C’è una grande delusione da parte degli albergatori, chi non ha partecipato ha snobbato quindi un tema centrale per lo sviluppo economico sardo come il turismo”.

 

Rispondendo alle cinque domande, Pili e Zedda hanno offerto due ricette differenti. Il primo ha puntato soprattutto sulla necessità di “concepire il turismo come un sistema economico e non un settore. Nei primi dieci giorni di governo stabilirò un’intesa immediata con un bando di evidenza pubblica con le compagnie low cost a livello mondiale che vorranno trasformare l’Isola nella più grande piastra logistica del Mediterraneo”. Zedda, tra l’altro, ha osservato anche che “sulla continuità navale è lo Stato che deve agire per revocarlo, serve una legge che stabilisca princìpi chiari e non violabili. Ciò riguarda non solo i turisti ma tutto il tessuto economico sardo”.