Reddito di cittadinanza, missione fallita a Cagliari: su 9000 solo a 40 incarichi dal Comune

Totale flop nel capoluogo di quello che doveva essere, secondo i 5 Stelle, il principale strumento di riscatto lavorativo e sociale per le fasce deboli. Ma nonostante tutto, in Sardegna da tre anni viene alimentato un vero e proprio esercito di 121 persone, i cosiddetti navigator, che al costo di 32 milioni si sono saldamente rifugiati in Aspal

A Cagliari 9.000 persone incassano tutti i mesi il reddito di cittadinanza, una cifra variabile da 500 a 1.300 euro. E solo in 40 sono stati utilizzati dall’amministrazione comunale per fare lavori utili alla comunità. Bastano questi due numeri per capire come il reddito di cittadinanza abbia fallito totalmente lo scopo per cui era stato istituito, ovvero essere lo strumento per far tornare al lavoro chi un lavoro non ce l’aveva più o non l’aveva mai avuto. Un flop totale e assoluto, come la missione dei 5 Stelle che quella misura l’hanno voluta a tutti i costi: ve lo ricorderete tutti il transfugo Di Maio sul balcone pentastellato a dire e giurare e spergiurare che la povertà era appena stata abolita.

Invece, oltre ad aver creato autostrade ai truffatori e ad essere stato un danno pazzesco per il già provato erario pubblico, il reddito di cittadinnza ha totalmente fallito la missione per cui era nato. Riuscendo persino a non dare aiuto a tutti quelli che ne hanno davvero bisogno.

E non è mica finita. Ve li ricordate i fantomatici navigator? Quelli che avrebbero dovuto orientare aiutare annusare l’aria e guidare i disoccupati alla nuova vita lavorativa? Non pervenuti, ma finanziati ancora una volta dal governo e dalla giunta: un esercito di 121 persone al costo di 32 milioni di euro che in Sardegna sono rifugiati all’Aspal, l’agenzia per le politiche attive del lavoro. A fare, evidentemente, i navigator di se stessi.


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