Reddito di cittadinanza, Cisl Cagliari: “Ce lo stanno già chiedendo”

Al momento si tratta solo di una proposta contenuta nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Ma nei caf c’è già chi si è fatto avanti: “Utenti che si rivolgono ai nostri uffici per il Reis o per i bonus bebè e ci chiedono del reddito di cittadinanza”

“Ce lo stanno chiedendo”. Il reddito di cittadinanza fa gola anche a Cagliari. Come del resto tutti i tipi di sussidi in questo periodo in città. Anche se si tratta, al momento, solo di una proposta contenuta nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle e, ovviamente, non esiste ancora alcun tipo di provvedimento. Ma del reddito di cittadinanza, provvidenziale per alcuni, diseducativo e comunque inapplicabile, perché troppo oneroso per la casse pubbliche, per altri (sebbene misure analoghe esistano da tempo in quasi tutti i paesi europei) si fa un gran parlare anche in città. Nessuna coda negli uffici o richieste di moduli come in altre parti d’Italia, secondo quanto apparso recentemente sulla stampa. Ma in alcuni centri di assistenza fiscale c’è già chi ha chiesto informazioni.

“Ce lo stanno già chiedendo. Si sono già fatti avanti”, spiegano dagli uffici del Caf della Cisl, “anche se per ora soltanto a livello di richieste di informazioni sul funzionamento. Noi ovviamente ancora non abbiamo attivato convenzioni di nessun tipo e non stiamo facendo nulla. Anche perché si tratta soltanto di una proposta elettorale. Però capita sempre più spesso di incontrare utenti che si rivolgono ai nostri uffici per il Reis o per i bonus bebè e ci chiedono del reddito di cittadinanza. E comunque, in generale, registriamo un interesse diffuso per qualsiasi tipo di sussidio”.

Il reddito di cittadinanza è una proposta contenuta nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Si tratta di un contributo di 780 euro mensili assegnato ai disoccupati iscritti al centro per l’impiego. Prevista anche un’integrazione (fino al tetto massimo di 780 euro) per i pensionati e lavoratori che percepiscono una pensione o uno stipendio inferiore ai 780 euro. I percettori del reddito di cittadinanza sono obbligati a frequentare 2 ore al giorno di corsi di formazione e a impiegare 8 ore settimanali a disposizione dei comuni di residenza. I centri per l’impiego dovranno poi occuparsi di trovare un’occupazione ai beneficiari che alla terza offerta di lavoro rifiutata perderanno il diritto al reddito di cittadinanza. Ma al momento è solo una proposta elettorale.


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