Quelle splendide musicassette d’altri tempi: quando girare la rotellina era una prova di rock and roll

Gianfranco Carboni ricorda la nostalgia dei tempi andati della musica a Cagliari: “Girare la rotellina, delle cassette da 90 minuti, per riavvolgerle era un’impresa degna di nota, non parliamo di quelle di durata da 120 minuti facilmente danneggiabili…

Gira, gira la rotellina, infilandoci una matita e riavvolgendo il nastro, con una maestria eccezionale operazione da effettuarsi con estrema nonchalance; dopo essere riuscito a toglierla intera dalle vecchie radio e mangianastri su cui si incastrava di continuo. Girare la rotellina, delle cassette da 90 minuti, per riavvolgerle era un’impresa degna di nota, non parliamo di quelle di durata da 120 minuti facilmente danneggiabili.

E, ritorniamo nuovamente alla maniacale attenzione, poniamo che avessi registrato un disco da persona che non avresti mai più visto, non poteva esistere era un’emergenza. I comportamenti maniacali si sommavano, scotch 3M per nastri video e audio, adesivo apposito, grande spesa ma immensa soddisfazione. Ho trovato, come sapete, “una cascita ‘e pruini rock’n roll” comunque sempre ed ovunque è solo rock’n roll ma ci piaceva e ci piace. Oggi ascolti i brani musicali con una scatoletta di un centimetro quadro, le sensazioni sono diverse probabilmente sarà la vecchiaia.

Gianfranco Carboni


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