Quartucciu, la necropoli-museo inaugurata nel 2010 è chiusa:una farsa?

Inaugurazione sì, visite guidate e turismo latitanti

Il 20 Marzo 2010 c’eravamo anche noi giornalisti a Pill’è Matta, in località Quartucciu (Ca) per realizzare uno speciale Tv sull’inaugurazione della Necropoli punico-romana custodita dentro a un museo nuovo di zecca.

“Ha appena aperto i battenti – scrivemmo allora – grazie al contributo del Comune di Quartucciu, della Regione, Provincia di Cagliari e della Comunità Europea ed un grande lavoro della Soprintendenza Archeologica delle Province di Cagliari-Oristano”.

IL MUSEO sorge all’uscita di Quartucciu tra la Statale 554 e la vecchia 125 e ingloba, preservandola, la necropoli di Pill’e Matta, “che – dicemmo – d’ora in avanti potrà ricevere le visite. 

Durante l’inaugurazione, alla presenza delle autorità, è stato anche rievocato un antico rito funerario romano”.

Così non è stato: inaugurazione sì, visite guidate e turismo latitanti.

Aveva infatti  ragione molta della gente presente all’inaugurazione: ha tutta l’aria di una presa in giro, mugugnò qualcuno tra quanti erano presenti quel giorno inaugurale.

Si respirava un’aria di festa: il sindaco con la fascia tricolore, un lungo discorso, gli applausi e il taglio del nastro davanti alle fiaccole accese dai figuranti in abiti antichi.

Da allora però, il museo e la sua necropoli chiusa come in una campana di vetro, non hanno più aperto i battenti se non in rare occasioni.

Un esempio: la Manifestazione Monumenti Aperti.

Un paradosso culturale, a guardarlo bene, che ha successo – grazie ai volontari – in un colossale insuccesso giacché consente la visita (in appena un giorno e mezzo l’anno), di siti ampiamente aperti tutti i giorni ed altri che invece sono sempre chiusi, se non addirittura abbandonati.

Un paradosso, appunto, come la necropoli di Pill’e Matta e il suo museo: costati un mucchio di soldi pubblici, edificati dopo una serie di lunghissime campagne di scavo archeologico, di pubblico continuano a vederne ben poco.

Una pagina di storia negata dal vivo, che grida allo scandalo mentre la disoccupazione e l’offerta culturale, a Quartucciu, sono temi delicati. Pur sempre da affrontare.


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