Quartu, Serd: l’allarme dei sindacati per una struttura inadeguata

I pazienti dei diversi distretti che si recano nella struttura di via Cavour sono tanti. Per la Uil-Fpl, l’immobile di Quartu ha carenze strutturali e logistiche gravi. 

SerD Quartu Sant’Elena, Sarritzu (UIL FPL): locali inadeguati, personale e strumenti informatici carenti. Attualmente la struttura di via Cavour, afferiscono poco meno di mille pazienti tra Trexenta, Parteolla, Sarrabus Gerrei, Sarcidano, Barbagia di Seulo, e Quartu Sant’Elena. “Il SerD – spiega Guido Sarritzu – segretario territoriale UIL FPL – è ancora ospitato nel centro storico di Quartu S.E. E precisamente nella via Cavour . 

I DISAGI. Un immobile, costituito da piano terra, primo piano, mansarda, da uno scantinato adibito a deposito di materiali e farmaci, soggetto ad allagamenti nei periodi di pioggia. Il cortile interno all’immobile, a causa delle auto spesso parcheggiate nel vicolo, impedisce l’accesso alle ambulanze in caso di urgenza. L’edificio comporta inoltre, rilevanti criticità dovute oltre che all’ubicazione e alla mancanza di spazi per gli operatori e non solo. Del tutto insufficienti infatti sono i servizi igienici, gli spazi adibiti a spogliatoi degli operatori, la sala d’attesa, l’ archivio. Manca una stanza riunioni da poter utilizzare anche per formare i gruppi terapeutici fondamentali oggi per il buon funzionamento di un servizio considerato che patologie dovute a uso di cocaina e/o a gioco d’azzardo, o nel trattamento degli ex detenuti,necessitano di supporto psicologico adeguato. 

I SINDACATI. In questo contesto – prosegue Sarritzu – “si deve tener conto che anche nella città di Quartu si registra un aumento del consumo di cocaina, e del gioco d’azzardo, per i quali necessita un intervento sia di tipo preventivo che di recupero”. Carenze anche per quanto riguarda il personale. “Attualmente – continua Sarritzu – prestano servizio medici, infermieri, assistenti sociali, amministrativi, una dotazione organica del tutto insufficiente per svolgere un adeguato servizio preventivo, di recupero e di informazione”. La UIL chiede interventi urgenti e finalizzati alla ubicazione del Servizio presso nuovi e idonei locali che permettano di garantire un’assistenza di qualità nel rispetto della sicurezza degli operatori, dei pazienti e della riservatezza. E’ ormai sotto gli occhi di tutti lo stato in cui versa il SerD – afferma il sindacalista – completamente dimenticato da parte della Asl e delle Istituzioni regionali, alle quali rivolgiamo un sentito appello affinche’ intervengano concretamente per offrire alla citta’ adeguati servizi, In conclusione, Sarritzu, rivolgendosi al commissario Straordinario della ASL di Cagliari chiede di conoscere quali sono le cause che impediscono il trasferimento del SerD in una struttura adeguata alle esigenze e alle aspettative della terza città della Sardegna. Occorrono – ribadisce Sarritzu – risposte chiare e tempi certi, basta con impegni e promesse che si protraggono da anni senza alcun risultato. Invitiamo il commissario della ASL di Cagliari e l’Assessore alla Sanità ad un sopralluogo per rendersi conto delle condizioni in cui versa la struttura. Non è più tempo di parole, occorre un immediato intervento per porre rimedio ad una situazione a dir poco vergognosa