Quartu, ripartiti gli scavi al nuraghe Diana

L’intervento di consolidamento interessà sia il nuraghe che le capanne. Gianfranca Salis, funzionario archeologo della Sovrintendenza:“L’intervento in atto migliorerà anche la fruizione del monumento”

Nuovo passo in avanti nel percorso di valorizzazione del Nuraghe Diana. Nel sito archeologico sono infatti ripartiti in questi giorni gli scavi, sotto la guida della Soprintendenza, con l’obiettivo di consolidare e mettere in sicurezza l’area. Un’occasione importante non solo per la tutela e la conoscenza del patrimonio archeologico, ma anche per la crescita di Quartu dal punto di vista turistico.

Il Nuraghe Diana è sicuramente uno dei siti più importanti del territorio quartese e l’Amministrazione lo ha infatti inserito nel programma di valorizzazione turistico-culturale della città, che prevede lo sviluppo del Polo Museale, formato dall’ex convento dei Cappuccini, Sa Domu’e Farra e, appunto, il complesso archeologico-militare di Is Mortorius, all’interno del quale si inserisce anche il monumento nuragico.

 

A seguito di alcune verifiche effettuate dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, è emersa la possibilità di intervenire nell’ambito di un più ampio progetto che interessa il Sistema museale delle aree archeologiche della Sardegna Meridionale.

 

In questi giorni, anche grazie a un allentamento delle misure necessarie a contrastare l’emergenza Covid, si stanno quindi avviando i lavori, che comporteranno principalmente interventi di consolidamento sul nuraghe e sulle capanne già oggetto di scavo archeologico. L’ufficio di direzione lavori e il responsabile della sicurezza in corso di esecuzione si rapporteranno anche con l’Amministrazione comunale, al fine di raccordare le attività programmate nel sito e i lavori del progetto, avendo cura di evitare interferenze tra gli operatori e conciliando le esigenze.

 

L’intervento riguarderà sia la parte interna della torre che l’ingresso. L’esecuzione delle attività di scavo archeologico – con la raccolta e la documentazione dei dati di scavo – verrà accompagnata dal contestuale consolidamento e restauro delle strutture messe in luce. È pertanto prevedibile che al termine dei lavori sarà possibile ammirare il complesso nuragico da una nuova prospettiva, con la forma a tholos del monumento più facilmente identificabile e quindi un’immagine più consona a quella tipica dell’architettura nuragica.

 

“Il nuraghe Diana è stato oggetto di svariati interventi a partire dal 2001, che hanno portato alla luce un interessante edificio complesso, dove alla torre principale si affiancano le torri secondarie che rinserrano un cortile centrale – commenta Gianfranca Salis, funzionario archeologo della Soprintendenza -. La posizione di controllo visivo su un’ampia porzione di costa e varie particolarità architettoniche rendono l’edificio di straordinario interesse non solo per la conoscenza dell’occupazione antropica del territorio di Quartu in età nuragica, ma anche più in generale per il contributo conoscitivo utile all’approfondimento della civiltà nuragica. L’intervento in corso, finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali, prevede il restauro degli ambienti interni e il completamento dello scavo sul fronte del monumento, dove ancora sono presenti dei crolli che obliterano la lettura del monumento. L’intervento migliorerà sensibilmente la fruizione del sito, che per la posizione è ad alta vocazione turistica”.

 

“La scelta di includere il sito nel nascente polo museale dà l’idea di quanto l’Amministrazione lo ritenga importante e di quanto sia forte la volontà di valorizzarlo – commenta l’Assessora alla Cultura e ai Beni Culturali Lucia Baire -. Negli anni passati si è lavorato affinché la visibilità del sito potesse crescere, dapprima includendolo all’interno del percorso cittadino di Monumenti Aperti e poi con altri eventi legati alla cultura e alla musica, in particolare con la manifestazione ‘Incanti’, svoltasi tra l’estate e l’autunno dell’anno scorso. L’obiettivo primario resta ovviamente quello di consentire a turisti e visitatori l’accesso al nuraghe con regolarità”.

 

“La nostra costante attenzione verso i siti culturali, in particolare archeologici, è stata confermata anche dai due progetti studiati nell’ambito del Programma LavoRas – conferma il Sindaco Stefano Delunas -. In un caso ci si è concentrati su un lavoro di riordino, anche dal punto di vista del decoro urbano, dei siti del Nuraghe Diana e delle Batterie Faldi, cui poi faranno seguito gli altri siti; il secondo progetto consentirà di avere una completa catalogazione e informatizzazione dei siti culturali della città. Il fine ultimo, infatti, è quello di rendere fruibili le ricchezze storico-artistiche e archeologiche della città. Anche per questo siamo ben lieti dell’attività recentemente avviata dalla Sovrintendenza, nella convinzione che al termine degli stessi il monumento possa essere un’ancora più suggestiva fonte di richiamo per turisti e appassionati di cultura”.