Quartu, nuovi poveri e mendicanti davanti a supermercati e discount

Sempre più donne con figli piccoli al seguito che chiedono: “dammi una monetina per favore”, “ho bisogno del tuo aiuto, ti prego”

Mendicanti o finte bisognose?  Nel dubbio, un fatto appare chiaro e va di moda nell’estrema periferia di Quartu dove in località Quartello, dallo scorso venerdì – all’ingresso del Centro commerciale Super Pan – hanno fatto la loro comparsa due ragazze con due bimbi in fasce. 
Il quartetto si posiziona di buon mattino di fronte alle porte scorrevoli del supermarket e “suona” più o meno la stessa musica: chiede qualche spicciolo. Una situazione che secondi molti, va avanti da giorni e per far ciò, le due donne, usano più o meno le stesse parole: “dammi una monetina per favore”, “ho bisogno del tuo aiuto, ti prego”. Ma non sempre le monete arrivano, così il tintinnio diserta la richiesta.
 
Una di loro, sulla trentina, più grande della sua compagna questuante, tiene in braccio un bambino ed è solita  chiedere “soldi per la Tachipirina: devo comprar questo medicinale – afferma – perché serve al mio piccolo bimbo”. Così dicendo, infila la testa nel finestrino di un’auto prossima alla partenza, per meglio attirare l’attenzione del conducente. Ripete lo stesso rito, con insistenza. E fissa con sguardo deciso l’interlocutore del
momento, diventa per alcuni fastidiosa. Per convincere un eventuale offerente parla anche di una fantomatica ricetta, prescritta da chissà quale medico. O forse, per carità (è proprio il caso di dirlo), il problema esiste ma la sua richiesta, sarà per lei veramente necessaria? È una domanda che si pongono in tanti.  

Difficile, per un’anima buona, negare un aiuto a queste ragazze. 

Nel frattempo a Quartello, nel centro commerciale adiacente lo stagno, si sono fatte le 16. Il sole è ancora alto e più di cinque ore sono trascorse dalla comparsa delle donne con i loro bambini che, in quella medesima  postazione, continuano a “scollettare”. Si sono anche abbronzate nel loro via vai tra i parcheggi e le porte scorrevoli del supermercato, “in cerca di aiuto”, continuano a dire. E i “loro” pargoletti? Si, ci sono anche loro.  Dalla posizione rannicchiata sono stati portati su un braccio dalle loro mamme, ma continuano a dormire.
I loro passeggini, nel pomeriggio, ospitano tante merendine, latte, pane, pannolini. Ci sono anche delle birre. Pupo prima delle 20 la situazione è la stessa mentre il sole si avvia a calare  e a tingere d’arancio uno scenario di umana disperazione che domani si presenterà nuovamente, dall’alba al tramonto. Il sabato seguente è ferragosto e una delle ragazze con il piccolo, che sulla testa ha un coloratissimo cappellino di lana, si presenta ai clienti all’ingresso del  centro commerciale Gieffe, all’incrocio tra le vie Is Pardinas e Leonardo Da Vinci. Alle nostre domande, quelle più indiscrete (da dove arrivate? Quale situazione vi ha indotto a mendicare? Come mai cambiate postazione?), rispondono di “non capire”, di non afferrare la nostra voglia di saperne di più.
 E allora: mendicanti o finte tali? Di certo sono persone in difficoltà altrimenti non starebbero per strada. Dunque potrebbero occuparsene gli assistenti social, insomma chi di dovere e non con una semplice monetina, anzitutto in nome della tutela dei minori. E delle loro mamme. Purché questa situazione non prosegua nell’indifferenza. 
 


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