Quartu, nuova mobilitazione contro il Tyrrenian Link

Sabato da via delle Ninfee di Quartu il corteo sfilerà sino al villaggio delle Nereidi: “Questa non è una cosa che riguarda solo Terra mala, Selargius o Quartucciu, ma tutta la Sardegna”.


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Non si abbassa l’attenzione da parte dei movimenti spontanei nati per contrastare il mega progetto dei cavi sottomarini che collegheranno la Sardegna alla Sicilia per trasportare l’energia elettrica prodotta: nuovo raduno per gridare a gran voce il proprio dissenso. “Sarà un momento di protesta, presenza solidale nei territori colpiti e rilancio di altre iniziative di lotta contro la prepotenza di Terna e degli speculatori che, nonostante le proteste della popolazione, continuano imperterriti come se nulla fosse.

Non aspettano nemmeno l’esito del ricorso straordinario al presidente della repubblica, tanta è la sicurezza che ripongono sull’istituzione, che non modificherà l’atto coloniale in corso” comunica il “Comitato di difesa del territorio”. Ieri “la nave Nexans Aurora è stata avvistata al porto di Cagliari. È la nave posacavi che Terna ha pagato la bellezza di 650 milioni di euro per il collegamento Sardegna/Sicilia del Tyrrhenian Link. Cosa ci fa qui questa nave? Stanno iniziando i lavori di posa del cavo che agevolerà le operazioni di speculazione energetica nella nostra terra?”.

La nave ha già lasciato il porto, direzione Norvegia, ma l’attenzione non si abbassa: ogni movimento “sospetto” è ben monitorato. Tre giorni fa “Sa Barracca de su Padru – presidio per la difesa del territorio” ha perlustrato Terra Mala, “dove Terna vorrebbe creare il passaggio terra/mare del Tyrrhenian link.

Chiacchierata, passeggiata.

La capitaneria di porto ha emesso una ordinanza di divieto di balneazione nell’area, ma sinora non abbiamo visto nessun cartello.

Ma che sia chiaro: questa terra è nostra, questo mare è nostro, nessuno ha il diritto di portarci via i luoghi della nostra vita” hanno comunicato i rappresentanti che avvisano: “Non saranno divieti, non saranno ordinanze, non saranno recinzioni a fermarci”.


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