Quartu, l’integrazione inizia a tavola con “Il pranzo di Babele”

Il cibo come forma di integrazione per 55 rifugiati politici. Giornata conclusiva del progetto “‘Il pranzo di Babele. Dall’Africa e dall’Oriente per l’Europa… incontrando la Sardegna”

L’Amministrazione di Quartu Sant’Elena è lieta di annunciare che lunedì 7 settembre, alle ore 10, ospiterà nei locali dell’Aula Consiliare la giornata conclusiva del Progetto ‘Il pranzo di Babele. Dall’Africa e dall’Oriente per l’Europa… incontrando la Sardegna’. L’iniziativa, finalizzata a promuovere l’interazione tra le diverse culture, ha coinvolto 55 partecipanti, beneficiari dello SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Comune quartese, tutti richiedenti o titolari della protezione internazionale e attualmente ospiti delle ‘accoglienze straordinarie’.

 

Il progetto, promosso dallo SPRAR San Fulgenzio del Comune di Quartu Sant’Elena e coordinato dall’Assessorato Salute, servizi socio-sanitari e socio-assistenziali, qualità della vita, con la Caritas San Saturnino Fondazione Onlus che si è occupata dell’attuazione, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Cagliari e la Cooperativa Sociale Il Sicomoro Onlus, testimonia la ferma volontà dell’Amministrazione cittadina di partecipare attivamente al sistema di protezione, che permette di accedere al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo e gode del supporto delle realtà del terzo settore.

 

“È con soddisfazione che sottolineo come la nostra sia tra le prime e ancora oggi tra le poche Amministrazioni sarde ad aver recepito le indicazioni del Ministero dell’Interno e quindi concretizzato lo SPRAR” dichiara l’Assessore ai servizi socio-assistenziali del Comune di Quartu Marina Del Zompo. “L’obiettivo è non fermarsi alla mera distribuzione di vitto e alloggio, ma pianificare adeguate misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, con la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. D’altra parte è mia ferma convinzione che coesione e inclusione siano i pilastri per rilanciare il sistema economico e promuovere una crescita intelligente, sostenibile e solidale ed è in questa direzione che le politiche sociali dell’Amministrazione saranno orientate. Iniziative come questa concorrono alla speranza di un nuovo progetto di vita”.

 

L’idea alla base del progetto è stata quella di puntare sul cibo come prima forma di interazione tra culture, considerando le forme relazionali che quasi spontaneamente si sviluppano già dalle fasi di preparazione dei piatti, e poi ancora nel consumo degli stessi. L’iniziativa, che ha visto la partecipazione di ragazzi provenienti da 11 diverse nazionalità, si è avvalsa della collaborazione dello Chef Roberto Petza, patron del ristorante S’Apposentu, insignito dei prestigiosi riconoscimenti ‘Tre Forchette del Gambero Rosso’ e ‘Stella Michelin’, nonché presidente di Casa Puddu, scuola di alta cucina sarda di eccellenza.

 

Durante una serie di incontri, tenutisi nei mesi estivi, è stato proprio il maestro di cucina sardo a rielaborare le ricette tipiche di ciascun Paese rappresentato con l’uso di prodotti tipici isolani. Le attività sono state riprese da un operatore specializzato, in vista di una rielaborazione e una successiva presentazione all’Expo di Milano, in programma il prossimo 24 settembre.

 

            All’evento conclusivo di lunedì nell’Aula Consiliare del Palazzo Comunale di via Porcu saranno presenti tutti i ragazzi che hanno preso parte al progetto, il Sindaco di Quartu Stefano Delunas, l’Assessore alla Salute, ai Servizi socio-sanitari e socio-assistenziali e alla qualità della vita Marina Del Zompo, lo Chef Roberto Petza, il Prefetto di Cagliari Giuliana Perrotta e l’Arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio. È gradita la presenza della stampa. Foto di Sardegnareporter.

 

 


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