Quartu, l’incubo di un 77enne: “Ho voluto ospitare il senegalese arrestato per aggressione, sto vivendo un calvario”

Si è offerto di aiutarlo, “ma poi è iniziato il mio calvario”. L’anziano che ospita il 29enne straniero che si è denudato a Cagliari, ha aggredito i poliziotti e danneggiato un’aula del tribunale, prima di ottenere la libertà vigilata, si è rivolto a un avvocato. E c’è l’esposto: “È estremamente pericoloso, dovete fargli un trattamento sanitario obbligatorio e farlo uscire dalla casa del mio assistito”

L’ha voluto aiutare, ospitandolo nella sua casa in una zona periferica di Quartu Sant’Elena, spinto da decenni di volontario in una Ong quartese. Ma, poi, la situazione è degenerata: “Volevo solo aiutarlo, sto vivendo un calvario”. Il calvario del quale parla un 77enne, del quale non pubblichiamo il nome per motivi di privacy, è iniziato quando ha deciso di ospitare, “accettando di buon cuore l’invito di una comunità”, un senegalese di 29 anni. “Ho presentato la dichiarazione di ospitalità al commissariato di Quartu, per sei mesi. Vicino alla scadenza, ho invitato lo straniero ad abbandonare la casa, viviamo nello stesso stabile ma lui ha un suo spazio, separato da una porta in metallo”. La richiesta è stata” rifiutata dall’uomo, non voleva tornare in una casa diroccata in un vicolo di Cagliari. Volevo fare del bene, da lì è nato il mio calvario. Sono iperteso, devo prendere delle medicine e quando lui crea situazioni di caos vado letteralmente in tilt”. Il senegalese, qualche mese, fa, si è reso protagonista di fatti gravi: il 24 e 25 febbraio, in piazza Deffenu, ha rivolto apprezzamenti sessuali a una donna che stava passando insieme ai suoi due figli minorenni e al marito.
Subito dopo aveva picchiato l’uomo e, all’arrivo delle Forze dell’ordine, ha insultato i militari, spogliandosi e spintonando e strattonando gli agenti. Finito alla sbarra, ha dato in escandescenza, devastando un’aula del tribunale. Poi, due mesi dopo, la decisione del giudice di revocargli gli arresti domiciliari, concedendogli la libertà vigilata. L’avvocato Giuseppe Congia, oggi, ha presentato un esposto alla procura di Cagliari, ai carabinieri e alla polizia di Quartu, al Comune e al Centro di salute mentale della terza città della Sardegna. Sei pagine fitte fitte dove vengono ripercorsi i mesi trascorsi dall’uomo nella casa del pensionato, tra “minacce, danni e aggressioni”, citando anche tanti episodi. Tra i tanti messi nero su bianco, dal 13 al 15 aprile 2022, “in stato di agitazione, ha raggiunto le stanze in cui dormiva il mio assistito ed i suoi familiari urlandoli contro: ‘andate via da qui, sono io il padrone, vi distruggo’. Il mio assistito ed i suoi familiari, nella circostanza letteralmente terrorizzati, considerata l’evoluzione delle condotte sempre più violente assunte” dal senegalese “nei loro confronti, si sono trovati costretti a chiedere l’intervento dei carabinieri che, agevolando il ritorno alla calma dell’ospite, hanno appurato il danneggiamento di due sedie, andate distrutte. Più in generale”, lo straniero, “soprattutto nell’ultimo periodo, si è reso autore di ulteriori fatti di inaudita gravità, evidenziando una spiccata instabilità mentale e pericolosità sociale”.
A verbale finiscono anche altri episodi che hanno visto il 29enne spogliarsi completamente e girare per le strade vicine all’abitazione nella quale gli è stata offerta ospitalità. Il 77enne, con l’esposto protocollato oggi dal suo avvocato, “considerato che i comportamenti di danno, minacce ed aggressioni tutt’oggi sussistono” e il senegalese “sta omettendo le prescrizioni di terapia impartite dal giudice”, chiede “con ogni cortesia il tempestivo ed urgente intervento delle autorità preposte” per fare in modo che l’ospite “con lui ancora convivente, sia obbligatoriamente assoggettato al trattamento sanitario più opportuno”. E, in parallelo, l’anziano chiede “alla procura della Repubblica di Cagliari, al pm che sarà nominato, l’adozione senza indugio della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, in quanto appare di solare evidenza, alla luce dei fatti sopra evidenziati, come sia da considerare attualmente una persona estremamente pericolosa, capace in qualsiasi momento di mettere a serio repentaglio l’incolumità, se non la vita, delle persone che oggi si trovano obbligate a convivere con lui”.


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