Quartu, il “patto del Montenegro” e la fine dei partiti in Sardegna

Un “Muninciucio”, come lo definisce Tonio Pani, salva Delunas a Quartu. Il sindaco del Pd salvato da Forza Italia.  I partiti in Sardegna non esistono più, anche perchè la gente non crede più in questi politici 

Quartu, 8 settembre 2015: benvenuti alla fine dei partiti. Quello che teorizzava il Movimento 5 Stelle si è verificato perfettamente nella terza città della Sardegna: Stefano Delunas, il sindaco del Pd mollato dal Pd, salvato dal centrodestra. Un patto del Nazareno in salsa quartese? Il consigliere Dino Cocco lo ha chiamato più semplicemente “patto del Montenegro”. Il Pd schiuma di rabbia e assiste in diretta al vero film  “La fine dei partiti”. Perchè a Quartu avviene esattamente quel che avverrà probabilmente a Cagliari tra qualche mese: non esiste più la politica, quindi la gente non può riconoscersi in alcun partito. Per 20 anni ci hanno preso in giro con la farsa sinistra-Berlusconi, ora governano a braccetto, a Roma come a Quartu. 

La gente è stufa, non ne può più di Renzi come non ne può più di Berlusconi. Per questo Contini, l’ex sindaco di Forza Italia, non vota la sfiducia a Delunas, e così fanno anche Galantuomo e Torru. Gli schieramenti di tre mesi fa in campagna elettorale si sfaldano davanti a 80mila abitanti sbigottiti. Nasce una nuova maggioranza, una coalizione civica che di fatto ammazza la politica in una città come Quartu da sempre vivacissima su questo fronte. La fine delle famiglie Ruggeri e Meloni, che per anni hanno dettato legge nel centrosinistra. Fa impressione vedere i consiglieri del Pd atterriti, furibondi, usare parole pesanti. E perdere contro il loro sindaco che gli risponde con parole che di solito si ascoltavano nei bar, non nei consigli comunali: “Sono incazzato, mi avete preso per il culo”.

Colpisce vedere la consigliera Valeria Piras di La Base che fa il contrario di quel che le aveva chiesto il coordinatore Claudio Cugusi e non vota la mozione di sfiducia. Che diventa di colpo una fiducia, anche da parte di molti che l’avevano firmata. Colpisce vedere Mauro Contini che cambia idea su Delunas che per lui, da “uomo di paglia”, diventa “coraggioso”. Contini che aveva fatto ricorso al Tar contro l’esito del ballottaggio, e che ora salva Delunas. E ora, secondo i rumors, l’Urbanistica potrebbe andare a Forza Italia nella città dove ha vinto il Pd. Siamo su Scherzi a parte? No, è la politica del 2015, che peraltro ha ottimi esempi in campo nazionale.

Una politica bellissima, all’insegna della coerenza.  Tonio Pani, il barbiere-candidato, conia un nuovo termine: “Muninciucio” al posto di Municipio. “Ci sentiamo orfani”, dicono tra i banchi del centrosinistra, davanti alle “vecchie beghe di palazzo”. “Proviamo vergogna davanti a questa scenata da avanspettacolo, chiediamo che i gettoni di presenza vengano devoluti in beneficenza”, chiede con rabbia Tecla Brai del Pd. Ma è la gente, più dei politici, ad essersi stufata di un teatrino quasi fuori moda. Non esiste più il bipolarismo, vincono ovunque le liste civiche perchè la gente o non va a votare, o vota le poche persone in cui ancora crede. Più che un teatrino, la politica è una farsa. Pensate che a Quartu la seduta della verità è stata sospesa a mezzanotte, e ripresa dopo 5 minuti, in modo che nella doppia giornata anche i gettoni di presenza fossero doppi. Sembra chiaro che quella di Forza Italia a Delunas è una fiducia a orologeria, “a scadenza” come è stato detto, “sino alla prossima tornata elettorale”. Quindi a Quartu si voterà probabilmente in concomitanza con Cagliari? Non è detto, visto che il sindaco attuale governerà con ben due ex sindaci. Sarà interessante capire come i partiti avranno il coraggio di ripresentarsi davanti agli elettori. Nel frattempo, spiegateci come faranno i quartesi a capire. 


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