Quartu, il dramma di Cinzia: “Dal Comune niente soldi per mia mamma con la sclerosi multipla”

Da quattro mesi attende l’arrivo dei fondi previsti dal progetto “Ritornare a casa”, Cinzia Martis: “Ogni mese pago 1100 euro per l’Oss che si prende cura, per sei ore al giorno, di mia madre. Io non lavoro e viviamo in affitto, non voglio continuare a chiedere prestiti. Chi mi offre un lavoro?”. CONDIVIDIAMO TUTTI questo appello!

Vive con la madre, invalida al cento per cento a causa della sclerosi multipla che la sta lentamente “divorando”, in affitto. Lei, Cinzia Martis, 34 anni, non ha un lavoro fisso: “Mi arrangio, quando posso faccio quello che capita”. E la madre, Margherita Orrù, sessantaquattro anni, da oltre dieci convive con una tra le peggiori malattie che possano colpire un essere umano: “Ormai è allettata, prende ottocento euro al mese di pensione di invalidità, dai quali dobbiamo levare seicento euro per la casa, non è di nostra proprietà. Da gennaio attendo i pagamenti, da parte del Comune, per il progetto ‘Ritornare a casa’, sono oltre milletrecento euro al mese, indispensabili per poter continuare a pagare l’operatrice socio sanitaria che, sei giorni su sette, si prende cura della mia mamma. Ho tutte le carte in regola, sono andata tante volte a parlare con il personale degli uffici comunali ma sono sempre rimasti sul vago. I soldi non arrivano, e siamo quasi alla canna del gas”, spiega la Martis. Non solo l’Oss, nel “conto spese” mensile ci vanno anche le medicine.
“Mia madre necessita di assistenza ventiquattro ore su ventiquattro, sino a qualche tempo fa era coperta grazie alla Legge 162 ma, adesso, le sue condizioni di salute si sono aggravate. Sto chiedendo continuamente prestiti a destra e a manca, non posso e non voglio continuare a fare così. Spero che l’amministrazione comunale sblocchi quanto prima i fondi previsti per questi primi mesi del 2019. Chiunque possa aiutarmi con qualunque tipo di lavoro è il benvenuto, il mio numero di cellulare è +39.3245660051 .


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