Quartu, distrutta l’auto della mamma di Mattia Ennas: “Infame, non ho paura di te”

Ornella Mallus, sotto choc dopo le sassate contro la sua auto, lancia attacchi durissimi: “Vi state scavando la fossa da soli, sono a conoscenza di molte cose”. Le telecamere potrebbero aver incastrato gli autori del gesto: “Denunceremo tutto alla procura, vogliamo verità per Mattia”

Uno sfogo durissimo, condito da attacchi contro “chi si definisce amico, si dovrebbero vergognare di come uscirsene dalle bugie stesse raccontate da loro”. A scriverlo, su Facebook (salvo poi cancellare il post dopo qualche ora) è Ornella Mallus, la madre di Mattia Ennas, morto dopo essere precipitato da un palazzo di Mulinu Becciu lo scorso 25 agosto. Nella notte, qualcuno, ha preso a sassate la sua Renault Twingo parcheggiata vicino alla casa, in via Sciesa. Un gesto assurdo e, allo stesso tempo, inspiegabile. “Quando dicono che sono infami io lo dico e lo sottolineo e non mi fa paura dirlo. Qualcuno pensava che Mattia avesse amici ma non ce n’è nemmeno uno”. Anzi: “C’erano due amici a cena a casa, loro sono amici di Mattia Ennas, gli altri sono conoscenti di m****. Te l’ho detto di persona e te lo ribadisco, sei un infame, non mi sfiora niente”. Parole che sembrano suonare come un messaggio verso qualcuno che la Mallus conosce abbastanza bene. La donna è stata dalla polizia di Quartu e ha presentato una dettagliata denuncia: i danni subìti dall’automobile, utilizzata dalla donna per andare a lavorare, non sono leggeri.
Il caso delle sassate contro la vettura presto finiranno all’attenzione della procura, così annuncia il legale della famiglia Gianfranco Piscitelli: “I post scritti da Ornella Mallus sono frutto della situazione di stress che sta vivendo da tempo, in attesa di conoscere la verità sulla morte del figlio. Porteremo la denuncia in procura perché sia allegata alle altre carte del caso. Le telecamere presenti nella zona dove vive la famiglia di Mattia potrebbero presto fornire elementi utili per risalire a chi ha compiuto questo gravissimo gesto. Ribadisco che c’è qualcuno che rema contro la verità”. 


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