Quartu, “classe a casa per un contatto positivo: mio figlio autistico senza lezione da novembre”

Un’intera classe di una scuola dell’infanzia in quarantena, disagi anche per un bambino autistico. La madre, Claudia L.: “A casa da fine novembre, ha dovuto interrompere anche la terapia comportamentale e la logopedia: adesso un nuovo stop e nuovi danni”.

Un caso “di contatto positivo” porta un’intera classe di una scuola dell’infanzia di Quartu ad andare in quarantena per dieci giorni. Tutti a casa per motivi di sicurezza, ma in questo caso c’è spazio per una beffa. Uno degli alunni, infatti, è un bambino di cinque anni, “autistico, che non ha potuto seguire le attività sin da fine novembre”, racconta a Casteddu Online la madre, Claudia L., 36 anni. “Non è potuto più andare a scuola per le varie disposizioni che impediscono ai bambini con sintomi influenzali di frequentare luoghi di comunità. Ha interrotto tutto: scuola, sport e ovviamente, la terapia comportamentale e la logopedia”. Il piccolo è stato anche colpito dal Covid: “È guarito lo scorso ventidue gennaio, ha già ricevuto la prima dose del vaccino”, precisa la madre. E, proprio quando è potuto tornare a frequentare in presenza, la beffa del caso di contatto con un positivo.
“Adesso vogliono che faccia ulteriori 10 giorni di quarantena e tampone di rientro perché la classe è entrata in contatto con un positivo. I bambini dei nidi e delle scuole dell’infanzia, anche se vaccinati o guariti dal Covid devono sempre subire quarantena e tampone per ogni contatto stretto con un positivo. Un ulteriore problema e nuovi danni per il mio piccolo. Che non ha nemmeno diritto ai tamponi gratuiti. Per le disposizioni che i pediatri hanno, ad ogni raffreddore o tosse o diarrea viene prescritto un tampone, a carico della famiglia perché l’Ats non riesce a gestire tutti i casi”.


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