Pula, il nido della tartaruga trasferito in un luogo più sicuro: il lieto evento a fine settembre

Sono ben 85 le uova deposte dalla tartaruga Caretta caretta. La sindaca Carla Medau: “Grazie alla pronta segnalazione di un turista sardo che ha chiamato il Corpo Forestale di Cagliari, abbiamo potuto assistere a questo straordinario e unico evento che si ricordi, nella storia recente di Pula”. Il nido era troppo vicino alla riva, per questo è stato spostato in totale sicurezza

Pula – Trasferito il nido della tartaruga Caretta caretta in un luogo più riparato: sono ben 85 le uova deposte e il lieto evento dei tartarughini è atteso per fine settembre.
Un evento che non era ancora avvenuto nella bellissima spiaggia di Su Guventeddu: due giorni fa una Caretta caretta ha scelto questo luogo per depositare le sue uova. Nella serata di ieri, il nido è stato traslocato, per ragioni legate al rischio di allagamento, in una posizione più riparata.
“Grazie alla pronta segnalazione di un turista sardo M.P., che ha chiamato il Corpo Forestale di Cagliari, abbiamo potuto assistere – comunica la Sindaca Carla Medau – a questo straordinario e unico evento che si ricordi, nella storia recente di Pula. Il primo a scattare le immagini della caretta che deponeva le uova è stato il capitano dei barracelli Gian Luca Spagnolu ed un suo agente, cui hanno fatto seguito il comandante Sardare della Forestale di Pula e i responsabili del Ceas Laguna di Nora Giuseppe, Daniela e Giovanni”.
La schiusa delle uova è prevista per la fine di settembre, dopo 50-60 giorni dalla data della deposizione: conoscere quest’ultima consente alla Rete di attivare con tempi certi il presidio del nido i giorni immediatamente precedenti la schiusa, al fine di agevolare la fase di emersione e corsa verso il mare delle neonate tartarughine.
La vicinanza del nido alla riva comportava, infatti, il rischio di inondazione in caso di mareggiate che in quel punto si possono verificare con vento di levante o di scirocco.
In questi casi il protocollo operativo delle linee guida del Ministero dell’Ambiente prevedono che il nido possa essere spostato e messo al sicuro in posizione più arretrata nella arenile. La delicata operazione viene effettuata riposizionando le uova nel nuovo nido con precisione millimetrica ricostruendo le esatte dimensioni, profondità, orientamento e disposizione delle uova come nel nido originario.
L’operazione è stata eseguita con il coordinamento della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina dagli operatori del centro recupero tartarughe marine Laguna di Nora e del Centro centro recupero del Sinis.
La scelta di intervenire è mirata a aumentare le probabilità di successo riproduttivo di una specie protetta perche gravemente minacciata dal rischio di estinzione purtroppo a causa di problemi generati esclusivamente da attività umane.


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