Pula, cala il sipario sulla Notte dei Poeti

Cala il sipario sul XXXV Festival La Notte dei Poeti firmato CeDAC – quindici giorni di recitals e spettacoli, tra prosa, danza e musica

Il grido straziante di Medea, madre e assassina, davanti all’orrore compiuto nella sua follia d’amore – tra il ritmo incalzante dei tamburi dell’originale “MedeAssolo” creato da Valentina Banci per BAM Teatro – in scena al Teatro Romano di Nora – e l’itinerario alla ricerca delle origini dei Shardana, leggendari popoli del mare, antichi abitanti dell’Isola con “Tracce nella Città Sommersa” di e con Rossella Dassusuggellano il XXXV Festival La Notte dei Poeti firmato CeDAC.

Un dramma crudele, “MedeAssolo”, in cui il fuoco della passione si tramuta in odio e la principessa della Colchide, tradita e abbandonata da Giasone (pronto a convolare a nuove nozze) si vendica facendo morire tra atroci tormenti la giovane sposa (e il di lei padre, Creonte, che tenta invano di salvarla) e uccidendo i propri figli davanti agli occhi del marito: la tragedia diventa monologo sulfureo, inarrestabile, scandito dalle pulsazioni e dai graffi sulla pelle tesa degli strumenti. La ferocia del gesto insensato con cui la protagonista rinnega il passato, segnando una frattura nel suo cuore di donna, già moglie e amante, madre dolce e affettuosa, ora spietata erinni, potenza distruttrice, assassina delle sue stesse creature si spiega con il vacillare della ragione, oltre i confini della pazzia che esige un prezzo di sangue, per ripagare il dolore che la strazia, nel delirio di una immensa solitudine, con un dolore più grande, e insanabile.

Valentina Banci riscrive su di sé le parole dell’autore, lasciando quasi intatto il testo – nella traduzione e nell’adattamento di Paolo Magelli, arricchito di suggestioni mitteleuropee – per mettere a nudo l’anima divisa, frantumata di Medea, oltre il delitto, quando riaffiorano i ricordi di una giornata d’incubo e la consapevolezza dell’azione irreparabile, come in un viaggio agli inferi senza ritorno e senza redenzione. L’attrice toscana (che firma anche la regia della mise en scène, ripensata ad hoc per il palco sospeso sul mare, con il battito delle percussioni e la colonna sonora di Arturo Annecchino), dà voce all’amarezza e all’ira della donna tradita e ai suoi fantasmi – Giasone, il marito, e Creonte, re della città e padre di Creusa, l’ignara rivale, e infine la nutrice – sola compagna e amica, sua unica confidente e consigliera in quella terra dove la “barbara” è ospite non più gradita, temuta per il suo sapere e le sue arti magiche, già condannata all’esilio. In un vertiginoso crescendo l’artista ripercorre i momenti cruciali della tremenda giornata, la struggente malinconia, resa più acerba dai canti d’imeneo, l’incontro con Creonte, il ritorno dello sposo (ormai mutato e distratto, la mente rivolta alle nuove nozze) il quale rivendica il diritto sui figli e l’esorta alla prudenza, e infine, disegnato e messo in atto il piano, in una sequenza inesorabile, il duplice infanticidio che l’eroina tragica rivive ancora, in ogni interminabile istante del suo personale inferno.

Finale tra archeologia e storia con “Tracce nella Città Sommersa”, inedito percorso teatrale fra le rovine di Nora in cui Rossella Dassu, attrice pulese residente a Bologna, si interroga sul mistero dei Shardana (il cui nome – SRDN – è inciso su una stele ritrovata durante gli scavi nell’antica città fenicio-punica e poi romana) e sulla verità dei fatti attraverso le testimonianze, spesso contrddittorie, dei vincitori e dei vinti.

«Il XXXV Festival La Notte dei Poeti, complice la magia di Nora, ha suscitato l’interesse e la partecipazione dei turisti, anche stranieri, che hanno affollato la platea, oltre ai residenti e ai molti cagliaritani amanti della prosa e della poesia che non rinunciano al teatro d’estate – e hanno potuto sfogliare un ideale album fotografico percorrendo “The Walk of Stars” – la mostra “calpestabile” di Daniela Zedda» sottolinea la direttrice artistica Valeria Ciabattoni. «Positivo il riscontro anche al botteghino, tra serate sold out e spettacoli che forse avrebbero meritato maggior attenzione, ma che hanno comunque conquistato il pubblico, tra applausi – perfino a scena aperta nei momenti di maggior pathos – e bis »

 

Il fascino del Mediterraneo e le storie dei migranti s’intrecciano nell’intrigante cartellone de La Notte dei Poeti – tra i ritratti di eroine in nero come“Fedra” nella rilettura moderna di Ghiannis Ritsos, interpretata da un’intensa Isabella Ferrari e “Medea”, appunto, straniera in terra straniera, nella versione di Seneca trasfigurata in partitura “per voce sola” da Valentina Banci, e “Supplici a Portopalo” con Gabriele Vacis (che firma la regia) e Vincenzo Pirrotta, in cui la tragedia di Eschilo s’intreccia alle parole dei rifugiati.

L’incipit con la voce recitante di Luigi Lo Cascio è dedicato a “L’Affare Vivaldi” – dall’omonimo romanzo di Federico Maria Sardelli (sul palco in veste di musicista e direttore dell’Ensemble Modo Antiquo) tra i fasti della repubblica marinara e la peripezie delle carte del grande compositore veneziano, perdute e poi fortunosamente ritrovate e riportate alla luce all’inizio del Novecento.

Un viaggio ideale tra le città che si affacciano su “Lo stesso mare” con il recital di Maria Amelia Monti e Edoardo Erba (al posto di Alessio Boni): un’antologia in versi e un omaggio alla Sardegna sulle note del trio formato da Simone Campa (voce e percussioni), Celeste Gugliandolo (voce) e Alessandra Osella (fisarmonica) tra melodie e ritmi del Sud d’Italia e dei Balcani. La cantautrice algherese Franca Masu ha ammaliato il pubblico di Nora con le suggestioni mediterranee e d’oltreoceano delle sue canzoni (in catalano) che suonano come poesie, accompagnata dal trio della pianista Sade Mangiaracina – astro nascente del jazz.

L’arte di Tersicore per un duplice appuntamento con “Occhi”, performance di Andrea Gallo Rosso (inserita nel progetto sulla Danza Urbana di Anticorpi XL) e “Danzando sulle Tracce del Tempo” con Beatrice Carbone (ballerina solista del Teatro alla Scala) e Davit Galstyan (primo ballerino del Ballet du Capitole) con le coreografie di Mick Zeni (primo ballerino della Scala) e la colonna sonora eseguita dal vivo dal Trio di Milano, che schiera Laura Marzadori (primo violino della Scala) con altri due strumentisti dell’ensemble scaligero – Eugenio Silvestri alla viola e Sandro Laffranchini al violoncello – tra pagine di Mozart e Françaix.

Il Festival La Notte dei Poeti con le sue storie abita anche l’ex Municipio di Pula – tra la magia del “Manovella Circus” con le marionette e i burattini del Teatro Tages “animati” da Agostino Cacciabue e Rita Xaxa per una deliziosa fantasia circense, la prima nazionale di “Recitar Mangiando” di e con Maria Teresa RutaGuenda Goria (sua anche la regia) e Silvia Siravo“Uno è Trino” di LucidoSottile, surreale “trittico sulle idiosincrasie” con Felice Montervino per la regia di Tiziana Troja e Michela Sale Musio, con musiche di Francesco Medda “Arrogalla”e infine le visioni da nouveau cirque di Madame Brûlée in “C’est la Vie!” di e con Virginia Viviano.

 

Per saperne di più: www.lanottedeipoeti.it


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