Prostituzione a Cagliari, Tocco, Fi: “No alle case chiuse”

L’esponente di centrodestra boccia la proposta: “Servono altre soluzioni”

Un provvedimento a favore della riproposizione delle case chiuse? Il consigliere regionale Edoardo Tocco (Forza Italia) sbarra la porta alla riapertura delle strutture, bocciando senza mezzi termini la proposta. “Con questo progetto – sottolinea – si vuol costruire una zona franca della prostituzione, senza tenere conto del degrado dilagante delle aree urbane soprattutto nella periferia di Cagliari”.

L’esponente degli azzurri, da tempo impegnato per arginare il fenomeno, prospetta altre soluzioni. “Sarebbe meglio contenere la prostituzione, evitando lo sfruttamento delle ragazze per le strade della città. Le zone di Sant’Avendrace e Santa Gilla sono state ormai prese d’assalto dalle lucciole. Altra area a luci rosse è diventato il rione che si ritaglia sul viale Elmas. Senza dimenticare il viale Monastir. Certo, occorre un maggiore controllo delle strade, con multe salatissime verso i clienti delle lucciole”.

Stop, però, alle case chiuse. “Occorre mettere fine a questo scempio, con il rispetto delle ragazze e dei residenti, per fermare un fenomeno che è sempre più straripante anche all’interno di Cagliari, non escludendo apposite ordinanze tese a contrastare – conclude Tocco – la prostituzione ed il proliferare di parcheggiatori abusivi sempre più invadenti. Nessuno si illuda di ottenere la cancellazione delle ragazze in strada, ma occorre fornire degli strumenti aggiuntivi alle forze dell’ordine che operano contro il fenomeno. Non è certo il caso di creare dei ghetti per le prostitute, ma ci sono altri mezzi per affrontare la problematica”.