Progetto Sardegna a testa bassa su Zedda e Campo largo: “Fanno liste di proscrizione ma in Sardegna sono la minoranza”

Durissimo attacco dei soriani dopo il veto sul loro ingresso, ma anche su quello di +Europa, Italia Viva e Azione nella coalizione di centrosinistra. “Il loro è un campo privato, sotto la tutela di Conte. E Zedda è un candidato ostaggio dei 5 stelle. Noi indipendenti, andiamo avanti con coerenza: loro governano ma la metà dei sardi che è andata a votare ha scelto le liste di centrodestra”


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Un campo privato più che un campo largo, che “poggia su basi fragilissime, spartitorie e non progettuali” e sbatte la porta in faccia per le prossime amministrative ai simboli di forze “nazionali ed europeiste” come Azione e +Europa. Massimo Zedda? “Un candidato sotto tutela del M5s, che ne limita anche la libertà di dialogo e confronto con le altre forze politiche democratiche del centrosinistra”.

Durissima, come del resto era prevedibile, la risposta di Progetto Sardegna, il movimento politico di Renato Soru, all’indomani della presentazione ufficiale di Massimo Zedda come candidato sindaco di Cagliari del campo largo a guida Pd-M5s alle elezioni dell’8 e 9 giugno, e dopo l’ufficializzazione del veto imposto all’ingresso in coalizione di chi con Soru era schierato alle regionali.

“Il movimento Progetto Sardegna prende atto delle dichiarazioni rilasciate ieri e ribadisce il suo percorso di coerenza: come nel recente passato abbiamo dato priorità a un progetto e a un metodo, respingendo tutte le offerte di compensazioni politiche, altrettanto coerentemente Progetto Sardegna continuerà a lavorare autonomamente sul territorio. Lasciamo a tempi migliori la possibilità di discutere alleanze – aggiungono i responsabili – naturalmente, come la nostra storia racconta in maniera specchiata, nel centrosinistra”.

“Il campo largo si lascia andare a dichiarazioni su ‘cavalcate trionfali’ e minaccia liste di proscrizione – prosegue la nota – senza comprendere che è minoranza nella società sarda: la metà degli elettori non è andata a votare e quelli che l’hanno fatto hanno scelto in maggior parte le liste di centrodestra”. E ancora: “Su queste fondamenta esilissime, in Sardegna ora opera un governo regionale già messo sotto tutela da Conte con l’indicazione del segretario generale e di un Rombo di tuono alla sanità, già sottosegretario grillino nel governo Conte-Salvini”.


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