Privilegi a Cagliari, Zedda faccia come Pisapia: rinunci a candidarsi

A Cagliari esplode la polemica sui privilegi, a Milano Pisapia dà l’esempio nel combatterli rinunciando a ricandidarsi. Zedda smentito da Abbanoa sulla città allagata e accusato dai disabili di non difendere gli ultimi: Cagliari “fa acqua” in mezzo ai cantieri

E meno male che ieri era domenica. Una domenica nerissima per Cagliari: basta un po’ di pioggia a primavera per allagare il Poetto. l’amato simbolo della nostra città. Una domenica da incubo per il sindaco Massimo Zedda, che accusa Abbanoa di un guasto salvo poi essere smentito in serata, e accusato a sua volta di una gestione perlomeno discutibile della rete fognaria cittadina. Perchè altrimenti sarebbe da terzo mondo, una  città italiana che non riesce ad affrontare un acquazzone.  L’allerta meteo si conosceva da giorni, il Comune dovrebbe spiegare perchè il Poetto si sta allagando come l’asse mediano, come Pirri e il Quartiere del Sole. La città sembra un film di guerra, e i commenti sulla pagina Fb del sindaco ieri erano una sorta di via Crucis. Ugualmente preoccupante è stato il racconto di Ninni Manca, il disabile che ha raccontato di essere stato bloccato nonostante un pass valido all’entrata di Buoncammino. Dove invece- secondo il disabile e secondo Forza Italia- non mancavano i parcheggi per consiglieri e assessori. Curioso è come un sindaco di sinistra venga accusato dai suoi cittadini di non proteggere i più deboli, di non difendere gli ultimi. La mancanza di parcheggi e i tanti cantieri aperti stanno penalizzando anche i disabili, e tutti coloro che hanno difficoltà a camminare e a raggiungere i punti nevralgici della città.

Questa è una città che sta perdendo sicurezza: una donna di 80 anni rimane intrappolata nell’auto in mezzo al pantano d’asfalto del Poetto, e viene salvata da un attacco di panico. Nel frattempo una foto denuncia di Antonello Gregorini su Casteddu Online mostra cosa sta accadendo dall’altra parte, nella spiaggia di Giorgino, in territorio di Cagliari: l’erosione di una spiaggia abbandonata ha portato il mare a pochi centimetri da una statale percorsa ogni giorno da migliaia di automobilisti, la Sulcitana. Intanto l’anfiteatro è chiuso, ma invece che valorizzare i nostri monumenti si apre al pubblico il carcere di Buoncammino. E non lo si fa valorizzando i giovani e i volontari cagliaritani, ma dando la struttura in pasto al Fai, organizzazione che non ha certo brillato per le opere realizzate di recente in Sardegna. Si apre il carcere senza che ci sia lo straccio di un’idea su come utilizzare nel futuro quello spazio restituito alla città. Intanto Tuvixeddu è ancora dominato dalle sterpaglie. Intanto lo stadio Sant’Elia è ancora un impianto vergognoso, si giocano partite di serie A col pubblico nelle tribune in ferro, e il concorso di idee non sembra avere prodotto risultati. Intanto si dice di no al quartiere di Su Stangioni, ma per dire sì alle nuove bellissime ville di via dei Valenzani viene sbancata la rotatoria di via Cadello isolando i commercianti di Pirri. Intanto il teatro Lirico è una polveriera, un ring nel quale il sindaco litiga con il Pd. Intanto i chioschi del Poetto sono ancora chiusi, intanto i pini dell’Amsicora vengono tagliati, intanto si realizza un Bastione nuovo di zecca, in plexiglass. E se era orribile l’anfiteatro di legno di Delogu, il Bastione in plexiglass di Zedda rischia di diventare la barzelletta dei prossimi mesi. Il commercio sta morendo. Il turismo, da quando non si investe più nel porto, si sta volatilizzando. La nostra amata spiaggia è ancora disseminata di amianto, non è valorizzata, fra poco (quando finalmente non pioverà più) andremo al mare per fare altri slalom tra i “cantieri elettorali”. Sono tutte situazioni che stanno spingendo il Pd verso una scelta dolorosa: puntare su un altro candidato sindaco e chiedere a Massimo Zedda un passo indietro, per non sottoporsi al fuoco amico delle primarie. Quel passo indietro che con un gesto memorabile ha fatto ieri il sindaco di Milano Pisapia, annunciando che non si ricandiderà perchè la politica è “un servizio per i cittadini che si fa per pochi anni”. Pisapia sì, che dà l’esempio per combattere i privilegi. Cagliari aveva votato un sindaco giovane per dare speranza ai giovani, per non farli scappare da questa città. E per rompere il fronte con i poteri forti. Se Zedda imitasse Pisapia  libererebbe il centrosinistra dallo spettro di una clamorosa sconfitta alle elezioni comunali del 2016. Dimostri davvero che i privilegi per lui non contano. E di non essere attaccato a una poltrona che ormai scotta.   


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