Primarie obbligatorie ed elettroniche, proposta dei Riformatori sardi

Primarie obbligatorie per i candidati alla presidenza della Regione e i sindaci sopra i 15mila abitanti e fatte esclusivamente in via elettronica

E’ quanto stabilisce la proposta di legge dei Riformatori sardi, che adempiono al dovere che deriva loro dall’essere stati tra i promotori e tra i più convinti sostenitori dei referendum del maggio 2012. Ben 503.249 cittadini, pari al 96,85 % di tutti quelli andati alle urne, espressero in maniera pressoché plebiscitaria la loro nettissima volontà che i prossimi candidati alla carica di Presidente della Regione fossero scelti attraverso il sistema delle primarie. Appare evidente come, sebbene un risultato di questo genere non possa essere ignorato o disatteso in alcun modo, tuttavia la politica, tranne un vago accenno nella legge elettorale approvata alla fine della passata legislatura, ha fatto come se niente fosse, anche se per la verità bisogna dire che persino tra le forze storicamente contrarie alle primarie oggi comincia a farsi sentire più di qualche voce a favore.

Noi Riformatori, e con noi l’enorme numero di cittadini che hanno risposto all’appello elettorale referendario, riteniamo di grande importanza consegnare agli elettori di ciascuna coalizione la decisione ultima sulla candidatura a Presidente e/o a Sindaco, sottraendola alla trattativa riservata degli apparati di partito, alle ingerenze delle segreterie romane, al gioco manovrato dell’indiscrezione giornalistica. Le primarie, costringendo allo scoperto con abbondante anticipo sulla data delle elezioni, i possibili candidati con le loro proposte di programma e di governo, eviterebbero gli infiniti patteggiamenti tra pochi interlocutori portatori di interessi di parti diverse nell’alleanza, che chiusi in stanze ben lontane dagli occhi e dalle orecchie degli elettori , decidono tra di loro una partita che interessa tutti i cittadini. Esse inoltre, tramite un aperto confronto tra personalità , programmi e alleanze, rappresenterebbero senz’altro un’opportunità di crescita della classe politica isolana, aiutando e favorendo nel contempo, tramite la partecipazione dei cittadini, la piena affermazione della democrazia in Sardegna. D’altra parte esiste oramai nel nostro paese, e anche nella nostra isola, una discreta tradizione di elezioni primarie che va sempre più consolidandosi anche se, almeno per ora, in una sola parte dello schieramento politico e per giunta su base volontaria e quindi con molti “buchi” organizzativi che spesso ingenerano polemiche accese. Noi pensiamo che sia ormai matura in una vasta maggioranza dell’opinione pubblica la convinzione che questo tipo di elezioni vadano introdotte obbligatoriamente per la scelta del candidato alla carica di presidente della regione e pure per i candidati alla carica di sindaco, sempre – ovviamente – nei comuni di una certa consistenza di popolazione. I cittadini hanno compreso che non si tratta di una proposta velleitaria, usata strumentalmente per contrapporre una presunta volontà di partecipazione dei cittadini alle decisioni complesse e difficili dei professionisti della politica, bensì il contrario. Infatti la partecipazione dei cittadini in forma diretta alle scelte rappresenta la buona politica, cioè esattamente quello di cui abbiamo bisogno per scacciare l’antipolitica che altrimenti rischia seriamente di travolgere tutto e tutti.

Un forte elemento innovativo che questa proposta di legge presenta è inoltre l’introduzione del voto elettronica come unica modalità di voto per le primarie: basta carta con i costi e la complessa organizzazione prevista per un procedimento elettorale tradizionale. Le tecnologie informatiche disponibili al giorno d’oggi rendono semplicissimo votare dal pc di casa o, per coloro che ne sono sprovvisti, da un pc situato in quei pochi seggi pubblici che dovranno essere organizzati allo scopo. Voto veloce, a prova di brogli, spoglio ancora più rapido, nulla è davvero difficile per una società avanzata come la nostra sotto il profilo informatico.