Soru sfida gli altri candidati a un confronto pubblico: “Parliamo della nostra idea di Sardegna, i cittadini valuteranno”

In mattinata era stata la candidata del Campo Largo Alessandra Todde a chiedere il confronto a Truzzu, dopo che il sindaco di Cagliari in mattinata aveva detto di avere intenzione di non organizzare confronti per mancanza di tempo


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Renato Soru sfida gli altri candidati alla presidenza della Sardegna a un dibattito pubblico per un confronto diretto e immediato sul programma elettorale per le regionali del 25 febbraio.  E in particolare la sfida è rivolta a Truzzu, come già aveva fatto in mattinata la candidata del Campo largo Alessandra Todde.

Soru e Todde, infatti, si ignorano a vicenda per lanciare il guanto della sfida al sindaco di Cagliari, invitandolo a farsi avanti.

“Invece di sterili passerelle in solitaria, facciamo un dibattito all’americana e aiutiamo i cittadini sardi a comprendere e decidere”, dice il candidato presidente della Coalizione sarda Renato Soru lancia in particolare a quello del centrodestra Paolo Truzzu, orientato a disertare gran parte dei confronti tra candidati presidente già in programma.

“Capisco le difficoltà di Truzzu, costretto a partire in ritardo perché bloccato dalle beghe romane – dice Soru – E condivido la sua preoccupazione di incastrare tanti impegni in poco tempo, lo faccio ogni giorno da mesi. Per questo gli dico: oltre alle tribune elettorali televisive cui siamo chiamati a partecipare, torniamo all’antico e organizziamo un dibattito pubblico all’americana, dove ciascuno di noi candidati potrà esporre le sue idee sui temi principali, a parità di tempo e condizioni. Nei prossimi mesi vedremo quelli delle elezioni americane: grandi spettacoli, ma anche occasioni per avvicinare o riavvicinare i cittadini all’importanza della politica e del voto”.

“E allora lo propongo, facciamolo subito – dice il leader della Coalizione sarda – In un teatro o, come negli USA, in un’università, davanti a un pubblico di giovani. Trasmettiamolo in streaming e in tv per raggiungere il più ampio pubblico possibile.

Queste – continua il candidato – sono elezioni importantissime, è un bivio dal quale dipende davvero il futuro della Sardegna. Diamo allora agli elettori la chiarezza delle differenze tra le nostre proposte e idee. Accordiamoci sulle regole, con correttezza e lealtà. Ma facciamo un vero confronto e non una sterile passerella come sono stati finora i primi dibattiti tra candidati e come già si annunciano i prossimi.

“Sarò felice di confrontarmi con Paolo Truzzu – dice ancora Renato Soru – e di spiegargli che il modello Olbia, quello dei tanti sì che sabato ha detto di voler esportare su scala regionale, non è così vincente come vuole far credere. Il candidato del centrodestra ha rivolto uno sguardo un po’ superficiale alla città gallurese, e la stessa superficialità Truzzu la mostra quando parla di me. Dice che sono stato sconfitto dagli elettori, ma forse era distratto: nel 2009 non sono stato confermato alla Regione soprattutto grazie allo strapotere mediatico e alle bugie raccontate da Berlusconi, quasi trasferitosi in Sardegna. Ma cinque anni dopo, da candidato alle Europee, sono stato eletto con quasi 200mila preferenze. Più voti di quelli che lui prenderebbe in tre vite. E l’ho fatto – conclude il leader della Coalizione sarda – come oggi sto andando a raccontare il progetto per la Sardegna della Coalizione sarda: incontrando i cittadini senza posizioni privilegiate, in assemblee e dibattiti pubblici aperti a tutti, senza favori da promettere o da scambiare, invitando la comunità sarda a mobilitarsi e costruire il proprio futuro contando sulle nostre risorse, sulle nostre intelligenze e capacità e sul nostro impegno. E non sull’attesa servile di qualche regalo del governo amico: non arriverà, stiamone certi”.

“Cagliari è ormai da tempo diventata una città dove non si risolvono i problemi, semmai se ne creano di nuovi. Una città bloccata, strozzata dai cantieri fermi, bloccata da progetti mai realizzati, con una viabilità limitata che paralizza i cagliaritani e mette in crisi interi settori produttivi. Una città sempre più sporca e insicura, mal governata, meno attrattiva, stanca di essere gestita disastrosamente da una giunta comunale in evidente affanno. Questo denunciano i cagliaritani, queste sono le voci che testimoniano la rabbia di chi la città la vive davvero. È un coro talmente unanime ed evidente che chi sostiene il contrario lo fa solo per propaganda”, dice Alessandra Todde. “Truzzu si sta sottraendo a ogni confronto. Tutti gli incontri pianificati, anche in tv, finora non vedono la sua partecipazione. Paolo fatti vedere, discutiamo di argomenti e temi, dei tuoi programmi, di come vuoi cambiare la Sardegna. Ti prego non fuggire, confrontiamoci”.