“Prezzi folli per acqua e cialde del caffè, per due giorni chiudo i miei distributori a Villasor”

Michela Racis ha due distributori di bevande e cibi e una lavanderia automatica a Serramanna: “Luce da pagare da 350 a mille euro. Sostituiranno i bicchieri di plastica con quelli in carta, costeranno di più: questi aumenti continui mi stanno danneggiando”.

Due distributori automatici di cibi e bevande a Villasor e Serramanna e una lavanderia automatica. Un bel business, quello creato da Michela Racis, 30enne sarda, che però sta andando a scontrarsi con gli aumenti folli dei prezzi e dei trasporti. Anche lei, ieri e oggi, ha deciso di chiudere le sue attività e scendere in piazza a protestare. Ed è lei ad aver creato, sui social, il tam tam che ha portato tanti suoi colleghi ad unirsi: “Volevamo unirci ai camionisti dallo scorso weekend ma le pizzerie avevano già fatto la spesa e avrebbero avuto ulteriori perdite. Denunciamo gli aumenti del gasolio, della luce e del gas e delle materie prime”.
Qualche esempio? Eccolo: “Sono aumentati i costi dei trasporti. Acqua e cialde di caffè costano di più, stanno per sostituire le palette e i bicchieri di plastica con quelli nuovi, fatti di carta e legno. Costeranno di più”, denuncia la Racis, “non ci rientro con i prezzi. La mia lavanderia lavora grazie all’energia e la bolletta è passata da 350 a mille euro. Costi insostenibili, tutti i cittadini dovrebbero unirsi alla protesta e scendere nelle piazze, come i sindaci. Quello di Serramanna è al nostro fianco, ci ha anche ospitati nell’aula del Comune. Non vogliamo i bonus, vogliamo che scendano i costi di benzina e luce”.


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