Prezzi benzina choc: aumenti oltre il 25%, ogni famiglia spenderà 430 euro in più

La verde schizza a 1,74 euro e il diesel a 1,60. Il presidente del Codacons, Rienzi: “E’ una vera emergenza, ma il governo resta immobile. Urge tagliare iva e accise per salvare le tasche dei consumatori”.

Come se non bastassero gli aumenti di gas e luce, sui cittadini già devastati da quasi due anni di pandemi e lockdown si abbatte ora anche una costante crescita dei prezzi della benzina. In tutta Italia, e un po’ di più in Sardegna, dove notoriamente il prezzo dei carburanti è sempre ritoccato al rialzo. Si aggrava dunque il caro-benzina a livelli da vero allarme, con la verde che, secondo le ultime rilevazioni Mise rese pubbliche oggi, risulta in rialzo a 1,745 euro al litro, mentre il gasolio viene venduto mediamente a 1,607 euro al litro. In base ai calcoli del Codacons, da inizio anno la benzina ha subito un rincaro alla pompa del +21,1%, il gasolio del 21,8%, con una maggiore spesa per un pieno pari a +15,2 euro per un’auto a benzina, +14,4 euro per una vettura diesel. 

Rispetto allo stesso periodo del 2020, la verde costa oggi il 25,8% in più, mentre il gasolio schizza a +27,7% su base annua, con un maggiore costo per i rifornimenti pari a +17,9 euro per la benzina, +17,5 euro per il diesel. “L’escalation senza sosta dei carburanti aggrava di giorno in giorno la stangata per i consumatori, e produce ad oggi una maggiore spesa su base annua pari a +430 euro a famiglia in caso di auto a benzina, +419 euro per un’auto diesel, solo per i maggiori costi di rifornimento – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Una vera e propria emergenza contro la quale il Governo resta immobile, mentre sarebbe urgente intervenire tagliando Iva e accise sui carburanti per salvare le tasche dei consumatori, sempre più impoveriti dagli effetti devastanti del caro-benzina”, conclude Rienzi.


In questo articolo: