“Prevenzione vincente:così le nuove vasche hanno salvato Pirri”

Fabrizio Marcello risponde alle accuse dell’opposizione: “Le vasche di via Stamira e via Socrate hanno funzionato e salvato Pirri dall’ondata di piena.”

E’ botta e risposta fra Fabrizio Marcello e il consigliere Forza Italia, Stefano Schirru, che attacca duramente la Giunta Zedda sulla gestione del rischio idrogeologico a Cagliari e Pirri. Il presidente della commissione non ci sta e risponde, punto per punto, alle accuse mosse dopo il nubrifragio che si è abbattuto questa notte su Cagliari, provocando danni e non pochi disagi ai cittadini. Un vera e propria bomba d’acqua in poco più di mezz’ora che ha colpito la città e l’hinterland.

Presidente Marcello, cosa è andato storto nella gestione dell’emergenza nubifragio?

In primis non è arrivata l’allerta meteo dell’evento, malgrado questo la macchina della protezione civile del comune con i vigili del fuoco, la polizia municipale con sei squadre di operai e tre  autospurgo  sono partiti subito, questo ha fatto sì che la situazione sia quasi tornata alla normalità.

La vasche di via Stamira e via Socrate, secondo lei, hanno funzionato? L’opposizione dice di no.

Certo che hanno funzionato,  accumulando oltre 10.000 metri cubi d’acqua che hanno evitato la famosa ondata di piena che avrebbe investito altrimenti piazza Italia ed il centro di Pirri. Tra l’altro i lavori del collettore c 70 prevedono il completamento del tratto da via Caracalla fino allo sbocco sul canale di Terramaini, hanno impedito l’effetto tappo che si creava prima convogliando le acqua di Barracca Manna. Stiamo per iniziare i lavori sul collettore 38, nel suo sviluppo di 2,8 Km, drena un’area di notevole estensione (circa 3,7 kmq) raggiungendo i limiti del bacino idrografico e alcune delle aree maggiormente critiche come via Balilla fino a confluire in Piazza Italia per poi giungere al canale di Terramaini seguendo un percorso che in passato era quello di un’affluente del rio Terramaini.

Schirru vi ha attaccato duramente e chiede dove sono finiti i 30 milioni per i lavori per la gestione del rischio idrogeologico. 

Spetta alla Regione l’ultimazione dell’iter burocratico. I 30 milioni di Euro che il Consiglio dei Ministri ha destinato per i Comuni a rischio idrogeologico saranno utilizzati per il completamento del sistema di raccolta delle acque meteoriche, abbiamo già i progetti pronti come da bando di assegnazione.

Cosa risponde alle critiche?

Sono vicino ai cittadini che hanno subito i danni. Non rispondo invece a coloro che negli anni non si sono minimamente operati per risolvere i problemi, anzi, oggi brancolano rimescolando il fango senza mai essere costruttivi. Mi permetta una battuta a coloro che oggi criticano e in consiglio comunale non hanno votato il PAI (piano di assetto idrogeologico) che ci ha permesso di vincolare il territorio a rischio alluvioni, permettendoci di ottenere i fondi per gli interventi.

 

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