Prestazioni veterinarie, Manca: “La Giunta annulli il nuovo tariffario”

Il PdS boccia una delibera dell’esecutivo regionale che fa lievitare i costi per le aziende agricole

Il 20 febbraio 2018 la Giunta regionale ha approvato la delibera n°8/36 avente per oggetto “Tariffario unico regionale per le prestazioni rese nell’interesse dei privati dai servizi dell’area dell’igiene e sanità pubblica veterinaria e della sicurezza alimentare del sistema regionale ATS Sardegna e Regione Sardegna”.

Il nuovo tariffario così deliberato aumenta in maniera considerevole le tariffe, scaricando sulle spalle delle aziende agricole isolane costi enormi per la cura e il benessere del bestiame. Un aumento che il consigliere regionale del Partito dei Sardi, Pier Mario Manca, boccia su tutti i fronti, chiedendo alla Giunta Pigliaru di tornare sui propri passi sospendendo e poi annullando il provvedimento. “Vista la crisi che attraversa il settore primario e la volontà politica più volte espressa da questa maggioranza di diminuire il livello di tassazione su cittadini e imprese, non si capisce “la ratio” e l’esigenza di procedere con tanta solerzia all’adeguamento di queste tariffe”, attacca Manca. “Stabilire con maniacale precisione pseudoscientifica il livello delle tariffe, è una decisione che tra l’altro contrasta con il Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248, che abolisce i tariffari degli ordini professionali che, com’è noto, stabilivano le tariffe minime professionali per le diverse categorie ordinistiche operanti in Italia”, continua l’esponente del PdS. “Il legislatore, con il DL n. 223 ha stabilito che nessuna categoria professionale può svolgere le proprie attività avendo garantiti i cosiddetti minimi tariffari; la delibera della giunta regionale, invece, rappresenta di fatto una elencazione di “minimi tariffari”, atteso che le somme vanno a compensare prestazioni libero professionali svolte da dipendenti dell’ATS Sardegna in regime privatistico, seppure all’interno delle strutture pubbliche e/o nel tempo di lavoro regolato dal contratto”, precisa Manca. “Tariffe che ordinariamente, dovrebbero essere assoggettate alle regole del mercato (almeno secondo l’impostazione del legislatore italiano) vengono rielaborate dalla politica sarda che, con solerzia, approva i minimi tariffari per gli iscritti agli ordini,  favorendo  indirettamente la  promozione delle stesse (la pubblicazione di un atto contenente il “tariffario” costituisce, di fatto, una importante forma di pubblicità a favore dei veterinari dell’ATS) nonché garantendo, sempre a carico del cittadino, una maggiorazione del  2% per l’Enpav”, spiega ancora Pier Mario Manca. “Personalmente rinnego questa politica da “moderni gabellieri” e spero che in un sussulto di buonsenso la giunta provveda immediatamente a sospendere e successivamente annullare la delibera, per non offendere ulteriormente un settore vitale per la nostra Isola”.


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