Povertà, Abbanoa: è boom di richieste di rateizzazione

Una famiglia su quattro non paga alla scadenza le bollette dell’acqua: per venire incontro alle difficoltà economiche, sono stati introdotti nel corsi di quest’anno piani di dilazione fino a 60 rate


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Più di quattrocento richieste di rateizzazioni al mese: alla fine dell’anno saranno cinquemila le pratiche di dilazioni concesse da Abbanoa nel corso del 2013. Il dato è in linea con quello dell’anno scorso mentre nel 2010 erano appena 2833. Nonostante l’importo medio annuale per i consumi di acqua sia di 302 euro per cliente (inferiore alla media nazionale che è di 310 euro), sono sempre più le famiglie in difficoltà che chiedono di pagare in diverse tranche. Una famiglia su quattro, inoltre, non paga alla scadenza della bolletta.

 

Per venire incontro alle difficoltà economiche delle famiglie e delle imprese Abbanoa ha attivato negli ultimi due anni diversi metodi di rateizzazioni. Per le bollette relative ai consumi pluriennali (riguardano i Comuni che hanno consegnato in ritardo e con numerosi errori le banche dati delle utenze, bloccando di fatto le fatturazioni) già in via ordinaria viene data la possibilità di pagare in dieci rate bimestrali: una dilazione di seicento giorni.

 

Sono previste fino a sessanta rate, invece, nel piano di dilazione alla base di un accordo sottoscritto tra Abbanoa e le associazioni dei consumatori Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori e Unione nazionale consumatori. E’ stata condivisa la necessità di trovare ulteriori soluzioni che consentano ai clienti, con maggiori difficoltà economiche, di ripianare le morosità. L’accordo è frutto del tavolo permanente di consultazione tra Abbanoa e le associazioni attivato lo scorso marzo.

 

In base al reddito familiare (dichiarazione Isee) è stata introdotta la possibilità di saldare fino a un massimo di 60 rate. L’importo massimo rateizzabile è di 15 mila euro. Le richieste di accesso al piano in deroga possono essere eseguite tramite le associazioni firmatarie dell’accordo, con apposita delega da parte del cliente, oppure direttamente dall’interessato.

 

L’aumento dei piani di rateizzazione è evidente anche nell’ultimo bilancio approvato: quello del 2012. A fronte di una riduzione degli incassi ordinari del 7,12 per cento (da 136,813 milioni nel 2011 a 127,068 milioni nel 2012), sono aumentati del 2,93 per cento gli incassi dall’attività di recupero crediti da (48,408 milioni a 49,825 milioni). Gli incassi del 2012 rateizzati ammontano a circa 100 milioni di euro (18,8 milioni di piani di rientro e 81,237 milioni di fatture con rateizzazione straordinaria). A questi si aggiungono gli appena 8,883 milioni di euro relativi a decreti ingiuntivi. Complessivamente gli incassi relativi al 2012 (tra ordinari, rateizzati e forzosi) sono quasi 177 milioni di euro. Soltanto nel casi estremi, quando non si manifesta alcuna volontà di pagare, si è proceduto con gli slacci: in un anno sono stati circa 2000.


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