“Positiva solo al terzo test, un’odissea: chiusa in casa a Quartu da un mese”

I sintomi e il risultato di un test sierologico e di un tampone, entrambi negativi. Domenica scorsa il ricovero al Ss. Trinità “perchè sentivo stanchezza e respiro affannato” e la “sorpresa”: nuovo tampone, positivo. Michela L.: “Sono chiusa in camera, anche una mia figlia è contagiata: quando finirà questa odissea?”

Una bella notizia che arriva dopo una brutta notizia. E che ha il gusto della beffa. Gusto che, a proposito, Michela L., 42enne di Quartu, ha riacquistato “da qualche giorno”. La donna, dallo scorso 5 ottobre, si trova in perenne isolamento a casa, insieme al marito e ai tre figli. “Solo” due piccoli hanno avuto la febbre, l’altro figlio e il marito nessun sintomo. Ma, per precauzione, anche loro non hanno mai messo il naso fuori dall’abitazione. La donna è riuscita, poi, a fare i tamponi, dopo vari solleciti anche da parte del suo medico. Nel mezzo c’è anche un test sierologico, effettuato e risultato negativo. Ma Michela L. ha comunque deciso di restare a casa “perchè stavo ancora male”. Qualche giorno fa, però, la situazione è precipitata: “Ho accusato delle difficoltà respiratorie, domenica 25 ottobre mi hanno trasportata con l’ambulanza al Santissima Trinità di Cagliari. Il tampone è risultato positivo, sono uscita dopo 48 ore e una Tac al torace”. Nel documento medico del Ss. Trinità, datato 27 ottobre è possibile leggere di “condizioni generali discrete”, “parametri vitali nella norma” e, anche, “un Tc torace Ttr con Covid Score=1” e un “esordio dei sintomi da più di 10 giorni. La paziente risulta dimissibile a domicilio qualora sussistano le condizioni di isolamento domiciliare, a seguito di presa in carico da parte dell’Ucl di competenza per prosecuzione del monitoraggio e degli ulteriori eventuali accertamenti”.

“Un’ambulanza mi ha riportata a casa. Oggi, via email, l’Ats mi ha comunicato che il primo tampone che ho fatto il diciannove ottobre era negativo. Ma, nel frattempo, sono nuovamente positiva”, osserva la donna. “E, qualche giorno fa, è arrivato anche l’esito del tampone di mia figlia: positiva, purtroppo. E, grazie alla comunicazione di una dottoressa, anche mio marito risulta positivo. Adesso sono a casa mia, ancora confinata, in attesa di ricevere una telefonata dall’Usca, come mi hanno detto all’ospedale, per fare un nuovo tampone, sperando sia negativo. Solo ieri è venuto un ragazzo incaricato dalla ditta di raccolta dei rifiuti per ritirarmi la spazzatura, era tutto bardato per evitare possibili contagi. Quando finirà questa odissea?”