“Positiva al Covid dopo i vaccini fatti a Cagliari, niente tampone a domicilio dell’Ats”

LA STORIA – Seconda dose il 13 luglio, poi il figlio risulta positivo e anche lei, poco dopo, finisce nel tunnel del virus. Francesca U., 66enne cagliaritana, ha vissuto giorni infernali: “I medici dall’Assl hanno risposto dopo 6 giorni ma non sono mai venuti a casa. Son dovuta andare a fare il nuovo tampone in auto, con la febbre, in via Romagna: avevo 3 mascherine in faccia”

Ha contratto il Covid, molto probabilmente, perchè è entrata in stretto contatto con il figlio, anche lui positivo al virus. Ma, per fortuna, con una forma “meno grave, proprio grazie alla prima dose di vaccino AstraZeneca ricevuta qualche giorno prima”. Francesca S., 66enne cagliaritana, riceve il siero il tredici luglio scorso nell’hub della Fiera di Cagliari. Si tratta del richiamo, almeno stando al foglio inviato alla nostra redazione dalla donna. A pochi giorni di distanza il figlio si sente male: “Aveva la febbre a 38,5. Sono rimasta ad accudirlo un giorno, poi mi è venuta la febbre alta e, grazie ad un secondo tampone rapido, il 26 luglio, ho scoperto di essere contagiata. La febbre è scomparsa quasi subito, gli altri sintomi quali tosse e stanchezza, ci sono ancora. La febbre, invece, a mio figlio, è durata circa cinque giorni”.La 66enne si è subito preoccupata del marito: “Lui sta bene, nel dubbio ha fatto comunque un tampone e deve ancora conoscere l’esito”. La madre e il figlio avvisano il medico di famiglia: “Ha subito fatto la segnalazione, ma dall’Ats ci hanno chiamato solo dopo sei giorni. Ci avevano promesso che sarebbero venuti a casa per farci il secondo tampone, invece non sono arrivati”. E così, i due positivi hanno scelto di percorrere altre strade.
“Mio figlio, con la sua auto, è arrivato alla Cittadella della salute di via Romagna per fare il tampone col servizio drive in. Anch’io, due giorni fa, ho fatto altrettanto, ma è stato un incubo. Ho viaggiato con tre mascherine, l’auto la guidava mio marito e io ero, abbondantemente distanziata e protetta, dietro. Sono distrutta, son stati giorni difficili, ma sono fortunatamente viva. Mi lamento perchè non comprendo come mai l’Ats non abbia davvero mandato una loro equipe per farci il secondo tampone a domicilio. Penso sia un pericolo, per quanto si viaggi all’interno della propria automobile, uscire di casa quando si è ancora positivi per andare a fare un tampone che, speravo, di diritto, mi facessero a casa. Sono da sempre favorevole ai vaccini contro il Covid, ecco perchè mi sono vaccinata appena ne ho avuto la possibilità. Spero di uscire al più presto dal tunnel del virus”.


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