Porta a porta, i dubbi dei cagliaritani: “Orari di ritiro folli e troppi mastelli da lavare”

La rivoluzione-rifiuti sta per entrare in scena a Cagliari: addio ai cassonetti, arriva il porta a porta. Ma i cittadini non sono entusiasti: “I contenitori occupano troppo spazio, non è vero che si pagherà una tassa sulla spazzatura più leggera”. GUARDATE le VIDEO INTERVISTE

Giugno 2018: questo il mese dell’esordio del porta a porta a Cagliari. In tutta la città via i cassonetti, i rifiuti diventano “piena responsabilità” di ogni singolo cittadino. Che dovrà metterli nel mastello giusto, e attendere il giorno nel quale verrà svuotato dagli incaricati. Tre volte alla settimana il ritiro dell’umido, una per la plastica e il cartone: la rivoluzione della spazzatura ha anche orari di ritiro fissi. E, per chi sbaglia, sono previste multe. Il Comune continua a informare i cittadini sulle novità in arrivo, ma loro continuano a storcere il naso: anche tra i seimila residenti di Genneruxi e del quartiere Europeo, a prevalere sono i dubbi.

“Gli orari sono vincolanti, troppo, specie per i rifiuti misti, non si potranno buttare più in qualunque momento. I cinque mastelli mi occupano tutta la veranda della cucina”, afferma un signore residente nel quartiere Europeo. Una signora che vive a Genneruxi, Rosa Verderame, è molto critica: “Tutti i rifiuti finiranno nello stesso posto, non mi fido della raccolta differenziata. Dovrò lavare tutti e cinque i mastelli. Viaggio di frequente, se un giorno sarò fuori casa dovrò tenermi l’umido fino alla settimana successiva”. Un’altra residente del rione compreso tra piazza Padre Pio e via Berlino: “In piena estate sarà un problema il ritiro dell’umido solo tre volte alla settimana. Col porta a porta la tassa sui rifiuti sarà più leggera? Non credo, mi pare strano, l’ultima volta ho pagato oltre duecento euro, una cifra elevata e non è l’unica tassa da pagare”.