Poetto blindato e deserto, il Tar lascia una speranza ad Angelo Cerina del Lido: “Il danno è risarcibile”

I giudici non bloccano i divieti di transito e sosta decisi dal Comune per il giro d’Italia femminile ma riconoscono che “il danno lamentato è comunque risarcibile”. La decisione finale il 22 luglio, il patron de Il Lido pubblica un video della passeggiata del lungomare deserta e senza un solo spettatore e sorride: “La sentenza di oggi ci autorizza ad andare avanti”

Il ricorso? Bocciato, ma “il danno lamentato è comunque risarcibile”. Angelo Cerina, patron de Il Lido, ottiene una bocciatura solo parziale dai giudici del Tar. Il ricorso presentato dai suoi avvocati Francesco Cocco Ortu, Alessandra Sedda e Mauro Tronci contro il Comune di Cagliari, per l’ordinanza firmata dal settore mobilità, legata alla prima tappa del 33esimo Giro d’Italia femminile, viene bocciato per quanto riguarda la richiesta di annullamento di quel documento con il quale sono state sbarrate varie strade del Poetto per quasi due giorni e vietata la sosta delle auto. Ma il presidente della seconda sezione del tribunale amministrativo regionale, Marco Lensi, seppur respingendo “la domanda di misure cautelari monocratiche” perchè “non appaiono sussistenti i presupposti richiesti”, riconosce che, “valutati gli interessi contrapposti e considerato che il danno lamentato è comunque risarcibile”, rimanda la spinosa questione alla camera di consiglio del 22 luglio prossimo. In quell’occasione Angelo Cerina saprà se il suo ricorso sarà totalmente nullo o se, viceversa, possa scattare addirittura un risarcimento.
Il patron dello stabilimento balneare Il Lido, oltre all’azione legale imbastita, si era anche lamentato sui social e sui giornali: “Poetto blindato per un giorno nel picco della stagione estiva, dovrò mettere in ferie il personale e chiederò i danni. A sentenza ricevuta, affida a Facebook il suo pensiero: “Non ci fermiamo qui, la sentenza del Tar di oggi ci autorizza ad andare avanti”. E pubblica, a contorno, un breve video nel quale si vede il tratto del percorso della gara ciclistica davanti al suo stabilimento, deserto di atleti e di pubblico.


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