Pochi anestesisti al Microcitemico di Cagliari: “Bambini con i cateteri attaccati dopo tanti mesi”

Sempre più caos nell’ospedale dei piccoli di via Jenner. Tutti in lista d’attesa, si prospetta un’estate tremenda. Francesca Ziccheddu dell’Asgop a Casteddu Online e Radio Casteddu: “Non saranno liberi nemmeno di farsi un bagno al mare. Ringraziamo il personale medico che lavora al Microcitemico, ma medici e infermieri sono troppo pochi”


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Il Microcitemico di Cagliari continua a navigare nel caos. I bambini, dopo le operazioni, si ritrovano a dovere fare i conti con i cateteri, ancora attaccati alle vene. Chi glieli può togliere c’è, ma è impegnato a seguire altri casi. E così non rimane altro da fare che attendere. Denunciando, però, come ha fatto per l’ennesima volta, con un post durissimo, la presidentessa dell’Asgop Francesca Ziccheddu. Che ricorda di un conto alla rovescia fatto con tutti i piccoli, in attesa di un’estate che sarà, però, abbastanza triste e difficile: “Attualmente sono sicuramente 5 i bimbi in attesa di farsi levare il catetere, ma potrebbero pure essere di più. Adesso nel reparto di Oncoematologia Pediatrica c’è una lunga lista di attesa di piccoli pazienti che attendono da mesi, anche più di tre, che l’anestesista pediatrico levi il catetere venoso centrale per poter essere di nuovo liberi di tuffarsi nel mare, nel lago, di andare sotto la doccia, di giocare con la pompa in queste giornate così calde. Il catetere venoso centrale è un ‘compagno’ indispensabile per le cure oncoematologiche, permette le infusioni di chemio, di altri medicinali e i prelievi senza punture e senza sentire dolore. Occorre dunque metterlo con urgenza all’esordio. Se ci sono 3 esordi di nuove leucemie nell’ultimo mese e mezzo, 3 pazienti che devono eseguire il trapianto, 2 biopsie e un bambino di 22 mesi che deve ripetere l’operazione perché per 3 volte si è sfilato, si capisce che la rimozione del catetere in pazienti in remissione deve essere posticipata, e questo perché? Perché questa delicata procedura la esegue ancora e comunque solo un anestesista del Brotzu con l’ausilio di un altro anestesista pediatrico, nonostante siamo in capo alla Asl 8 come deciso dalla riforma”.
“I pochi professionisti specializzati in pediatria sono in capo al Brotzu. Questo per raccontarvi ancora una volta, e fino allo sfinimento, che l’attuale organizzazione non è adeguata alle esigenze dei nostri bambini. Ancora: le cose “meno urgenti” rispetto a cure salvavita passano necessariamente in secondo piano ed è così che anche le relazioni mediche da presentare alla commissione dell’Inps per vedere riconosciuta una indennità, devono attendere. Ma la malattia coglie le nostre famiglie nei momenti più difficili e vi assicuro che di questi tempi si ha un grande bisogno anche di un sostegno economico per affrontare tutto. Noi abbiamo bisogno che dopo mesi di disagi e denunce i politici acquisiscano la realtà dei fatti“. A contorno, e nemmeno tanto, è ancora caldo l’esposto di decine di anestesisti, allo sbando, che avevano scritto alla Procura ammettendo “di non potere garantire la salute ai bambini”. Francesca Ziccheddu, tramite Casteddu Online e Radio Casteddu, lancia l’ennesimo appello: “È il sistema ad essere sbagliato. Stiamo vivendo dei drammi e delle situazioni di disagio continui da quando c’è stato lo scorporo dei due ospedali. Non smetteremo mai di ringraziare il personale medico del Microcitemico. Ma, purtroppo, infermieri e medici non sono in numero sufficiente per i nostri piccoli”.