Pirri, la rabbia degli abitanti di Santa Teresa: “Tetti delle case malandati e umidità, viviamo nella sporcizia”

Viaggio nel quartiere popolare della Municipalità, tra strade rotte e sporche e palazzine con muri scrostati e infiltrazioni d’acqua: “Hanno tolto l’eternit dai tetti e ora, quando piove, sono guai. Il prossimo sindaco di Cagliari deve trattarci con lo stesso riguardo di chi vive al centro”. LE INTERVISTE

I colori sbiaditi di quasi tutte le palazzine realizzate nel dedalo di viuzze che formano il rione popolare di Santa Teresa sono il principale “biglietto da visita” di una zona di Pirri che, ad eccezione di qualche murale e disegno di anonimi writers, sembra quasi appartenere ad un altro pianeta. “Siamo sempre stati messi in secondo piano rispetto a Cagliari”, questo l’urlo di chi vive nel dedalo di viuzze del quartiere pirrese. E l’elenco delle criticità è presto fatto: strade sporche e più di un marciapiede mezzo distrutto, dentro le palazzine popolari è il trionfo di infiltrazioni di umidità e addirittura acqua. La “filosofia” del Comune, a detta dei residenti, è quella di intervenire solo “quando c’è un’emergenza”. Come, per esempio, un tubo dell’acqua che esplode dentro uno degli appartamenti: in questo caso l’intervento è più che rapido. Da decenni, invece, si attendono le ritinteggiature delle facciate dei palazzi e una maggiore cura del verde. I pochi giardinetti condominiali sono curati dagli stessi abitanti. E, in vista delle elezioni comunali del sedici giugno prossimo, l’appello ai tre candidati a sindaco è principalmente uno: “Chiunque vinca, si ricordi che abbiamo gli stessi diritti di chi risiede in via Roma o in piazza Garibaldi”. Cioè in pieno centro città.
Antonello Barrago ha sessant’anni, da dieci non lavora e vive insieme alla moglie in via Trexenta, in settanta metri quadri per i quali paga, ogni mese, “cinquanta euro. Purtroppo ho molto tempo libero e allora mi dedico alla pulizia delle aree verdi”, racconta, forse perché “abituato” durante gli anni di lavoro “a Quartu, per conto della De Vizia. Dentro le case saltano i pavimenti, e c’è troppa umidità. Anche i bagni, spesso, sono in condizioni pietose, abbiamo chiesto al Comune di intervenire ma la risposta è sempre la stessa: non ci sono soldi”. Un altro abitante è il sessantottenne Antonello Giambroni: “Pago 370 euro al mese di affitto e ho una pensione di 1300 euro. Le spese sono tante, ogni mese con novecento euro dobbiamo viverci io, mia moglie e miei due figli. L’amministrazione comunale ci ha levato le coperture in eternit dai tetti, da quel momento piove sempre dentro gli appartamenti che stanno all’ultimo piano dei palazzi. Le strade e la pulizia del verde lasciano a desiderare. Al futuro sindaco dico che le periferie hanno la stessa importanza del centro, vanno valorizzate perché ci abitano tantissime persone oneste e perbene. Qui noi facciamo pure il porta a porta in modo perfetto, e sta andando bene, ma poi dobbiamo fare i conti con i cumuli di spazzatura, lasciati da chissà chi, ai bordi delle strade”.


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