Pirri, il maxi incendio al bar di via Toti è stato un attentato-VIDEO

Completamente distrutto il bar-pasticceria “Fenic”, in via Enrico Toti, a Pirri: secondo una prima sommaria ricostruzione degli investigatori della Scientifica e dei Vigili del Fuoco, si è trattato di un attentato incendiario in piena regola. 

Bar-pasticceria in via Enrico Toti, a Pirri: ormai non ci sono dubbi, al “Fenic” (ex Bar della famiglia Deidda), c’è stato un vero e proprio attentato incendiario. Questa mattina, poche ore dopo il raid intorno all’una di notte, c’erano ancora gli investigatori della Scientifica assieme ai Vigili del Fuoco, intenti ad occuparsi dei rilievi di legge. Grande paura per le persone che abitavano accanto al bar, fiamme altissime. Qualcuno ha pensato ad un grosso camion finito su un muro di una casa, ma erano delle forti esplosioni. Area ancora off limits per il traffico veicolare.

IL RAID. Completamente distrutto, il locale è stato oggetto delle attenzioni dei malviventi che hanno piazzato dell’esplosivo sulle grate della finestra del bagno: un’esplosione potentissima ha svegliato un itero quartiere, mentre i ladruncoli sono entrati nel locale e hanno svuotato le macchinette slot machine con il denaro, poi una volta compiuto il furto, hanno cosparso di liquido infiammabile il bar. 

STRADA CHIUSA AL TRAFFICO. In pochissimi minuti le fiamme hanno devastato il locale, brandendo anche un’auto parcheggiata davanti alle serrande: tanto spavento, gente che urlava dalle case vicine, che per sicurezza sono state fatte evacuare : “La nostra auto è stata completamente distrutta – dice un ragazzo che abita a fianco al luogo del disastro – tanta la paura perché le fiamme erano altissime, fino ai balconi, siamo stati fortunati e grazie a Dio non è successo nulla alle persone, solo tanta paura e spavento”. Intanto i Vigili del Fuoco hanno lavorato per tre ore prima di poter spegnere il tremendo rogo, mentre le indagine sull’accaduto sono affidate agli uomini della Squadra Mobile. Qualcuno però azzarda che si sia trattato di una sorta di “spedizone punitiva” in piena regola, ma è tutto ancora da verificare. 

 

 


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