Piazza Palazzo,sì al restauro dei ruderi: nuovo look anche per le case

Le novità contenute nel piano particolareggiato del centro storico: nuova vita per Piazza Palazzo, rigorosamente senza auto, e per la piazza-belvedere “Mercede Mundula”

Sì al restauro dei ruderi, al recupero e parziale ricostruzione del volume privato che si affaccia su Piazza Palazzo. Un intervento per ora solo sulla carta: i dettagli sono contenuti nelle relazioni del piano particolareggiato del centro storico, in fase di approvazione e destinato ad animare il dibattito politico del Consiglio comunale nei prossimi mesi. Novità anche per la piazza-belvedere “Mercede Mundula”, dove è prevista la ripavimentazione e la piantumazione di nuovi alberi.

L’intervento riguarda la ricomposizione del vuoto della piazza che si è determinato per effetto dei bombardamenti e il progetto di una nuova “quinta”.  Gli eventi bellici, oltre a generare il vuoto di piazza Palazzo, hanno liberato altre aree limitrofe. Una di queste, oggi denominata piazza Mercede Mundula, appare uno degli spazi contemporanei più interessanti, ma scarsamente risolti. In particolare, dovrà essere riconosciuta e rafforzata la differente natura di questo “vuoto” rispetto alla Piazza Palazzo: se quest’ultima è la “piazza di pietra”, la piazzetta Mundula è una “piazza-belvedere” che si apre verso il paesaggio urbano e territoriale della città. Come tale si giustifica e deve essere interpretata come uno spazio verde alberato più circoscritto e più “domestico”.

“Il nuovo edificio che affaccia su Piazza Palazzo – si legge nella relazione – costituisce un importante integrazione al sistema degli edifici pubblici e culturali della città. In particolare, il nuovo edificio potrà relazionarsi al sistema museale urbano del Castello che, partendo dal polo del Bastione di San Remy, concentra nella piazza Palazzo due importanti edifici museali, il Palazzo di Città e parte del Palazzo Vice- regio. Il sistema prosegue verso il Museo Archeologico di Piazza Indipendenza e la Cittadella dei Musei, sino al futuro polo culturale che potrebbe svilupparsi nell’ex carcere di Buoncammino”.