Pakistano in lacrime in piazza del Carmine col figlio denutrito: “Sono un perseguitato, aiutatemi”

La storia straziante di S. M. arrivato a Cagliari dal Pakistan col suo bambino dopo un viaggio di 7 mila km tra Asia e Europa con mezzi di fortuna durato 4 anni. Ha raggiunto Mandas da Tonara a piedi. Piangeva in una panchina di Stampace. Con lui il bambino zoppicante e con le piaghe. Sono stati soccorsi da Aldo Pintor, l’avvocato “amico degli ultimi”: “Fa piacere”, dichiara “vedere il sorriso dove prima c’era la disperazione”

E’ seduto in piazza Carmine in lacrime, accanto a lui il figlio di 9 anni che zoppica, denutrito e con le piaghe. Nessuno dei 2 ha i documenti. Vengono notati da Enrica Porcu, dell’associazione la Bottega dei Sogni. Lei si allarma e si rivolge ad Aldo Pintor, legale cagliaritano noto come “l’avvocato degli ultimi”, volontario della parrocchia di Sant’Eulalia, che a sua volta allerta la Caritas. Arriva un interprete e S. M., 42 anni racconta la propria incredibile odissea e il viaggio di oltre 7 mila km effettuato in 4 anni con mezzi di fortuna che l’ha portato nel capoluogo. Ora è al sicuro e il figlio gioca felice con altri bambini.

Agli operatori della Caritas S. M. ha dichiara di essere un perseguitato e di aver fatto la domanda di asilo politico in Italia. È scappato dal Pakistan col figlio di 5 anni e ha raggiunto con mezzi di fortuna la Grecia. Da qui, sempre con mezzi di fortuna, i due arrivano a Trieste. Ma assieme a loro ci sono tantissimi altri migranti che vengono distribuiti in varie regioni italiane e per S. M. e il figlio la destinazione stabilita è un centro di accoglienza di Tonara.

Ma in Barbagia non si trovano bene. Non mancano le liti. L’uomo in uno scatto d’ira strappa i documenti e se ne va assieme al piccolo, che intanto adesso ha 9 anni. I due arrivano a piedi a Mandas. Sono 70 km, tanti per un normale pedone, nulla per chi ne ha fatto almeno 100 volte tanto. Qui trovano una persona di buon cuore che li assiste, dà loro del cibo e 20 euro per il biglietto per arrivare a Cagliari. Terminano la loro corsa 2 giorni fa su una panchina di piazza del Carmine, lui piange disperato, mentre il piccolo è denutrito e ha le piaghe.

La provvidenza per i due ha il volto di Aldo Pintor, castellano doc, il legale del cuore d’oro conosciutissimo nel centro storico cittadino, che spesso offre consulenze gratuite alle persone in difficoltà e alle minoranze di stranieri nel capoluogo.

Pintor entra in azione, trova un interprete, coinvolge la comunità pakistana, e si mette in contatto col centro di ascolto della Caritas. Per i due viene trovato un alloggio provvisorio. Il piccolo viene rifocillato nel bar del barista-scrittore Sandro Mascia che racconta la vicenda su Facebook. Intanto il responsabile della Caritas don Marco Lai è al lavoro per tutte le procedure burocratiche e per trovare una sistemazione dignitosa all’immigrato. Il bambino è entusiasta del centro di quartiere e ora sarà curato e presto dovrà andare a scuola.

“Fa piacere vedere il sorriso dove prima si è vista la disperazione”, dichiara Aldo Pintor, “ma devo dire che il risultato si è ottenuto perché abbiamo fatto squadra. Il centro di quartiere la Bottega dei sogni con Enrica Porcu che ha avuto il merito di intercettare la situazione e segnalarmela. Poi Anna Puddu, don Marco Lai e Alessandro Cao della Caritas intervenuti subito. Ognuno ha fatto la sua parte. E un ringraziamento ai ragazzi del centro di ascolto Kepos sempre legati alla Caritas che hanno capito da subito la situazione attivandosi”.


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