Pescatore abusivo sorpreso a Santa Gilla e inseguito nella notte dalla Finanza: a strascico faceva strage di pesci

Ne è nato un inseguimento che ha visto prevalere l’azione della vedetta dei finanzieri che è riuscita a fermare il fuggitivo, sequestrando l’attrezzatura ed il pescato. Con il calare della notte, lontano da occhi indiscreti, il pescatore abusivo strascicava con la sua rete il basso fondale del canale di Santa Gilla nel Comune di Cagliari, creando un danno incalcolabile alla fauna marina

Pescatore abusivo sorpreso a Santa Gilla e inseguito nella notte dalla Finanza: a strascico faceva strage di pesci. Grazie alla costante presenza in mare delle unità navali della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Cagliari è stata intercettata nei giorni scorsi un’imbarcazione con a bordo il Sig. G. E. di anni 61 sorpreso, nottetempo, in compagnia di un complice ad effettuare la pesca a strascico all’interno dello Stagno di Santa Gilla, a pochi metri di profondità. Ne è nato un inseguimento che ha visto prevalere l’azione della vedetta dei finanzieri che è riuscita a fermare il fuggitivo, sequestrando l’attrezzatura ed il pescato. Quest’ultimo è stato immediatamente rigettato in mare, in quanto ancora allo stato vivente. L’uomo aveva convenientemente trasformato il proprio natante da diporto in un piccolo peschereccio, dotandolo di apposita strumentazione e modificando opportunamente la piccola rete per effettuare, come i grandi pescherecci, la pesca a strascico tradizionale.

Con il calare della notte, lontano da occhi indiscreti, il pescatore abusivo strascicava con la sua rete il basso fondale del canale di Santa Gilla nel Comune di Cagliari, creando un danno incalcolabile alla fauna marina, se si considera l’assoluta mancanza di selettività delle specie marine che cadono in queste nella trappole e che spesso diventano strumenti di morte per esemplari allo stato giovanile che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale per la riproduzione.

È opportuno ricordare che la pesca a strascico professionale è vietata entro le 3 miglia dalla costa o all’interno dell’isobata di 50 metri. L’autore dell’illecito è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale (ex art. 337 c.p.) e rifiuto di obbedienza all’intimazione di fermo di unità navale militare (artt. 200, 1099 e 1100 del Codice della Navigazione). Sono state altresì comminate sanzioni amministrative fino a 3.000 euro. Tali interventi, ribadisce il Colonnello Bucci, sono il frutto del costante monitoraggio condotto dagli uomini del Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari che, in tutta la Sardegna, operano di giorno e di notte anche per la salvaguardia dell’ecosistema marino, che sovente viene aggredito da molti pescatori abusivi, sempre pronti a violare le regole.


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