Pastori sardi, la guerra del latte finisce a Bruxelles: “Lasciati nella totale incertezza”

L’europarlamentare Stefano Maullu (FdI) ha presentato oggi un’interrogazione alla Commissione Europea sulla questione del crollo del prezzo del latte in Sardegna, che rischia di compromettere l’attività di ben 12mila allevamenti in tutta l’isola

L’europarlamentare Stefano Maullu (FdI) ha presentato oggi un’interrogazione alla Commissione Europea sulla questione del crollo del prezzo del latte in Sardegna, che rischia di compromettere l’attività di ben 12mila allevamenti in tutta l’isola. “La questione deve essere portata all’attenzione delle Istituzioni Europee, perché è del tutto inammissibile che i pastori sardi siano lasciati in una condizione di totale incertezza, alla mercé delle oscillazioni del mercato- dichiara Stefano Maullu del gruppo Fdi-Ecr; – Il frutto del lavoro dei 12mila allevamenti sardi, ossia il latte, deve essere pagato al suo giusto prezzo, su questo non vi è alcun dubbio. È per questo che ho presentato un’interrogazione urgente alla Commissione Europea: per chiedere quali misure si intendano adottare per tutelare l’attività dei pastori sardi e di tutti i produttori, che rappresentano un patrimonio di inestimabile valore per tutto il Paese”.
Di seguito il testo dell’interrogazione:
Considerando che:
– la produzione di formaggi rappresenta la prima voce di export per la Sardegna, con un indotto che nel suo complesso coinvolge decine di migliaia di addetti, e che la stessa sopravvivenza di aziende e famiglie è legata al funzionamento di questo mercato e ai guadagni ottenuti con la vendita della materia prima
– i produttori di latte ovino in Sardegna sono costretti ad operare all’interno di un regime di mercato che è divenuto proibitivo, a causa del cambiamento di regole sulla qualità del prodotto finito e delle importazioni di latte a basso costo proveniente da Stati membri quali Romania e Bulgaria;
– i pastori, al fine di richiamare l’attenzione di tutte le autorità incluse quelle della Ue, sono stati costretti a intraprendere azioni estreme di protesta, arrivando addirittura a versare a terra il latte prodotto, e che il problema in oggetto può assumere rapidamente dimensioni catastrofiche anche dal punto di vista della rivolta sociale;
– gli articoli 43 e 44 del TFUE stabiliscono le misure relative alla fissazione dei prezzi e degli aiuti, e soprattutto regolano le compensazioni in caso di immissione di prodotti pregiudizievoli alla concorrenza nei mercati degli Stati membri, come sembra estremamente  evidente nel caso in questione
Si richiede quindi alla Commissione europea:
– come intenda attivarsi per difendere i diritti dei pastori Sardi, che oggi vengono calpestati impunemente, e per garantire a decine di migliaia di persone di poter sopravvivere dignitosamente salvaguardando la propria principale filiera di produttiva;
– come intenda intervenire per garantire un regime di concorrenza equa e leale all’interno dell’UE, nel rispetto della qualità e dell’eccellenza del prodotto offerto dai produttori sardi, e affinché la dignità di una delle più importanti classi produttive della Sardegna non venga calpestata e offesa.


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