Paolo, lo chef oristanese affetto da Sla scrive a Renzi: “Io non mollo, non farlo neanche tu”

La risposta di Renzi: “Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri”


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“Caro Matteo, in questi giorni non faccio altro che pensare a te. Ma perché ti sei preso delle responsabilità che tu non hai? Ricordati che sin da quando iniziamo a fare i primi passi, CADIAMO PERCHÉ DOBBIAMO IMPARARE AD RIALZARCI, quindi fai un favore a te in primis, ma poi fallo per le persone che ti stimano, che credono in te, fallo per me e per tutti i Paolo d’Italia, fallo per chi vuole un futuro. NON MOLLARE E RITIRA LE DIMISSIONI”.

Sono le parole di Paolo Palumbo, lo chef oristanese 20enne affetto da Sla, rivolte all’ormai ex segretario del Pd Matteo Renzi. I due si erano  conosciuti 10 mesi fa a Milano, durante un incontro con Barack Obama.

” Guai a te se la dai vinta a quei franchi tiratori dei finti amici, che pur di fare un dispetto al comandante della nave, hanno forato lo scafo, dimenticandosi che c’erano a bordo anche loro- prosegue nella lettera-. Fai pulizia in casa, caccia via chi non ti merita e poi vedrai. MA QUALE INSEGNAMENTO VUOI DARMI COL TUO GESTO, io ho 20 anni, la sla mi ha lateralmente divorato, sono immobile, parlo e respiro a fatica. Sto malissimo, ma CAZZO io non mollo. Adesso è venuto il momento di tirare fuori le palle. Lascia che i 5 stelle si alleino con chi vogliono loro, sono destinati al fallimento perché non hanno basi e allora vedrai sarà il tuo momento e tutti si renderanno conto chi sei realmente.”

La lettera è stata pubblicata sul profilo social e twitter di Renzi su autorizzazione dello chef oristanese. Questa la risposta “Caro Paolo, io non mollo. Mi dimetto da segretario del PD come è giusto fare dopo una sconfitta. Ma non molliamo, non lasceremo mai il futuro agli altri. E quando penso che in Italia ci sono persone come te, innamorate della vita e talmente coraggiose da non aver paura di sfidare malattie devastanti, ti dico che sono orgoglioso di averti conosciuto. E di lottare insieme a te. Abbiamo perso una battaglia, caro Paolo, ma non abbiamo perso la voglia di lottare per un mondo più giusto. Lo faremo insieme, con il nostro sorriso e con la nostra libertà. Io non mollo, ma soprattutto non mollare tu! “