Panzona, la sfortunata e tenerissima gatta che allatta un cucciolo di cane abbandonato

Panzona, una splendida gatta gravida, stava per morire per avvelenamento, è stata salvata un mese fa nella clinica Duemari di Oristano. Due giorni fa ha dato alla luce tre gattini, oggi la sorpresa ha adottato un altro cucciolo, anche lui con una tristissima storia alle spalle

Sembra proprio essere una storia a lieto fine quella di Panzona, una gatta proveniente da Samugheo, uno dei tanti “rottami”, ribattezzati così dal personale della clinica veterinaria Duemari di Oristano, gli stessi che hanno salvato da morte certa il pitbul Palla, diventata famosa anche oltre ai confini nazionali e simbolo della lotta contro la violenza sugli animali.
Era il 24 marzo quando la gatta, gravida, è stata recuperata e portata in clinica. Il suo quadro clinico sin da subito è apparso molto grave: avvelenata, in preda alle convulsioni e indotta al coma farmacologico proprio per vincere le convulsioni da avvelenamento da organofosforici. Ora dopo ora, i numerosi utenti che seguono la pagina social della clinica, hanno atteso che la temperatura corporea dell’animale si alzasse verso la normalità e gli antidoti lavorassero contro il tossico.
I giorni a seguire hanno determinato la buona ripresa della gatta. Inizialmente impaurita, debole e un po’ diffidente si è poi rifugiata definitivamente tra le cure e le carezze del personale della clinica sino al lieto evento, tre cuccioli, tanto atteso e aggiornato in tempo reale, avvenuto il 23 aprile. Oggi però una ulteriore sorpresa. Insieme ai tre gattini impegnati a bere il latte dalla mamma anche un cucciolo di cane. “Se vi sembra un po’ strano come gattino avete ragione – spiegano dalla clinica – è un micro cane, piccoletto, ferito che è stato lanciato in un cortile. Lo abbiamo affidato a Panzona che se lo è preso; questa gatta è una meraviglia”.
Non è assolutamente scontato che un animale accetti un cucciolo non suo, tanto meno se non appartiene nemmeno alla sua specie. Questa volta è accaduto. Un piccolo miracolo insomma che fa ben sperare anche per la sopravvivenza del cagnolino, l’ennesima crudeltà dell’uomo nei confronti degli animali.


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