Panada asseminese, subito un marchio comunitario per tutelare un prodotto unico

Tra opportunità e rischi il Comitato Prendas Mediterraneas lavora per un marchio di tutela per la panada asseminese che possa tutelare i produttori e i consumatori da eventuali “plagi” come sta accadendo per altri prodotti (carasau, seadas, culurgiones)

Tra opportunità e rischi il Comitato Prendas Mediterraneas lavora per un marchio di tutela per la panada asseminese che possa tutelare i produttori e i consumatori da eventuali “plagi” come sta accadendo per altri prodotti (carasau, seadas, culurgiones).

Economia, mercato e strategie di marketing del prodotto tipico asseminese per eccellenza, sua maestà sa panada, sono i temi che ieri hanno animato l’incontro istituzionale organizzato dal Comitato Prendas Mediterraneas, le attività produttive presenti con le agenzie regionali Laore e Agris. Il dibattito sviluppato ha consentito di fotografare l’insieme di tutte le attività economiche che contribuiscono al prodotto interno lordo del territorio con il prodotto sa panada. Ufficialmente sono una decina le attività produttive presenti ad Assemini, inclusi i due agriturismi che in qualità di aziende agricole sono legittimate a produrre panadas. Rientrano, non senza polemiche, nel calcolo economico anche una serie di attività produttive che non sono registrate e dunque regolarmente tassate. I proventi non dichiarati dell’economia sommersa de sa panada rientrano all’interno del sistema economico, anche se i soggetti coinvolti non partecipano ai costi della tassazione che lo Stato prevede per alimentare la spesa pubblica e quindi erogare servizi pubblici.

Ufficialmente la produzione a livello di piccole imprese ad Assemini fa capo a 10 attività produttive, tra queste i pastifici (Nonna Claudia, La pasta e il dolce, Sa Moba antiga, La Maison de Delices), le gastronomie (Le tradizioni, Si Chef, Sa Panada) e gli agriturismi (Is Scalas e Riu Sa Murta); in questo caso il termine “ufficialmente” è d’obbligo, in quanto esiste un mondo sommerso di produzione a livello familiare costituito da oltre un centinaio di forni. Considerata la sempre maggiore richiesta del prodotto sul mercato perché non coinvolgere anche questa produzione in un commercio legale sul mercato per affrontare la richiesta? Un mercato sempre più esigente chiede norme a garanzia della sua produzione che ne tuteli il nome, il marchio e la confezione. Per sa panada asseminesa è tempo di aggiornamenti se si vuole affrontare il mercato locale, regionale e perché no internazionale. Ma per ottenere tutto questo occorrono più sinergie da parte dei produttori. Ci vuole soprattutto un idoneo confezionamento del prodotto – continua – Veronica Matta, promotrice del Comitato Prendas Mediterraneas e questo purtroppo manca, la nostra panada deve presentarsi bene anche dal punto dal vista estetico. Ma un idoneo impianto di confezionamento comporterebbe spese gravose su una piccola impresa. Per questo è importante il coinvolgimento della Regione che attraverso apposite leggi regionali possa scommettere su sa panada. La parola ora passa agli imprenditori asseminesi, veri eroi al giorno d’oggi a cui il Comitato – conclude Matta – tende loro una mano d’aiuto concreto conducendoli nei labirinti burocratici già calcati della Regione Sardegna, fino al Ministero dell’Agricoltura e all’Unione Europea, per ottenere il marchio comunitario di tutela. Per i produttori asseminesi, la strada per poter raggiungere l’obiettivo – come hanno dichiarato gli operatori delle agenzie regionali intervenute – sembra ormai spianata.


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