Palloncini rossoneri, fiori e tante lacrime: a Monserrato l’addio al “piccolo grande guerriero” Alessandro (VIDEO)

La bara bianca portata dai Vigili del fuoco, i genitori Fabio e Sara travolti dall’affetto e dalla vicinanza di tantissime persone. Folla al funerale dell’11enne stroncato da un tumore, presente anche il sindaco Tomaso Locci. GUARDATE il VIDEO

“Addio, piccolo grande guerriero”. A Monserrato, nelle chiesa del Redentore, si sono svolti i funerali di Alessandro Pisano, l’undicenne morto venerdì dopo due anni di battaglia contro un tumore raro. Una giovanissima vita spezzata da un male che, ancora nel 2022, è purtroppo incurabile. Una famiglia distrutta, un intero paese che si è voluto stringere attorno ai genitori,Fabioe Sara, e a tutti i parenti del piccolo. Il papà è monserratino doc, e a Monserrato vive il nonno di Alessandro. La piccola bara bianca è stata portata a spalla dai suoi ex colleghi Vigili del fuoco, in un clima surreale. Don Sergio Manunza ha avuto il difficile compito di infondere ancora di più quella speranza cristiana, legata alla risurrezione e alla vita eterna, ai tantissimi presenti, tutti con i volti rigati dalle lacrime. C’erano i compagni di scuola dell’undicenne, le maestre e i tanti, tantissimi amici dei genitori. E c’era anche il sindaco di Monserrato, Tomaso Locci, tra le bancate della chiesa. Immancabili i palloncini, saliti in cielo al momento dell’uscita del feretro dopo il rito funebre: bianchi, ma anche rossi e neri, i colori della squadra del Milan, della quale Alessandro è sempre stato un grandissimo tifoso. Due settimane fa aveva coronato, infatti, uno dei suoi sogni: incontrare gli assi del Milan, occasione resa possibile al T-Hotel grazie all’associazione Charlibrown.
E vari giocatori del Milan, tra i quali Brahim Diaz, sin da ieri, hanno postato sui loro canali social ricordi di Alessandro Piano e una promessa: “Scenderemo in campo per te”. All’uscita della piccola bara bianca si è levato un lungo applauso, che ha accompagnato l’undicenne verso il suo ultimo viaggio. Un dolore immenso: “Addio, piccolo grande guerriero”.


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