Operaio morto alla Saras, tutti i dubbi: “C’era molto vento, Stefano era solo quando è caduto?”

Stefano Nonnis è morto annegato, la ricostruzione di quei minuti terribili non è terminata. Gli avvocati della famiglia, Giovanni Aste e Andrea Pisanu: “Era previsto l’utilizzo del salvagente? C’era un addetto al controllo della sicurezza di tutti gli operai?”. Intanto, telefonata di Moratti ai parenti: “Sentite condoglianze”

Dopo la morte, arrivano le indagini e le domande, che presto finiranno agli atti, che si pongono Giovanni Aste e Andrea Pisanu, gli avvocati della famiglia di Stefano Nonnis, il 42enne di Santadi morto annegato dopo essere caduto da un pontile in fase di smontaggio alla Saras di Sarroch. Le carte dell’inchiesta per omicidio colposo presto passeranno dalle mani della pm Diana Lecca a quelle del gruppo infortuni e colpe: Giangiacomo Pilia, Enrico Lussu o Nicoletta Mari avranno il compito di portare avanti tutte le verifiche e arrivare ad una conclusione definitiva sulla tragedia avvenuta nella raffineria. “La mattina della morte di Stefano c’era un vento molto forte, è normale che le operazioni di smontaggio siamo state effettuate lo stesso?”, si chiedono gli avvocati. Che, anche alla luce dei riscontri dell’autopsia del medico legale Roberto Demontis, che ha cristallizzato il decesso per annegamento, un evento che arriva “in pochi minuti”, spiegano che “il 42enne aveva addosso almeno dieci chili di attrezzatura, il doppio rispetto a quella di un sub, per fare un paragone. Era solo al momento della caduta? E c’era una figura preposta al controllo della sicurezza degli operai?”.
“Ci rivolgeremo, nelle fasi successive delle indagini”, proseguono Aste e Pisanu, “ad un consulente pratico di sicurezza nei luoghi di lavoro. Un salvagente, per esempio, era previsto?”. Da quanto è emerso, Nonnis non ce l’aveva. Intanto, qualche ora fa, i parenti dell’operaio, ancora distrutti dal dolore e in attesa di dargli l’ultimo saluto durante il funerale, hanno ricevuto una telefonata: “Dall’altro capo del telefono c’era il presidente della Saras, Massimo Moratti. Gli ha espresso le più sentite condoglianze e dicendo che l’azienda resta in attesa dei risultati delle indagini svolte dagli enti preposti”.


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