Operaio 50enne ha un debito di 121mila euro, il giudice glielo stralcia a Cagliari grazie alla legge “salva suicidi”

Per avvocati e esperti del settore è la Legge 3, che consente di rateizzare o eliminare debiti con banche e finanziarie. È il caso di Gianni, rimasto stritolato tra casse integrazioni e richieste di finanziamenti: “Non riuscivo più a stare dietro ai pagamenti, ora dovrò versare 200 euro al mese per i prossimi tre anni”, racconta, mentre abbraccia felice moglie e figlia. Tutti i dettagli


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Precariato e necessità familiari lo hanno messo in ginocchio ma, dopo anni di battaglie e notti insonni, il tribunale di Cagliari gli ha stralciato quasi 113mila euro di debito. Lui, Gianni, ha cinquant’anni e sino al 2006 ha vissuto una vita normalissima, nel Sulcis: “Premetto che non ho mai pensato di farla finita, riconosco che la Legge 3, nota a tutti come la ‘salva suicidi’, mi ha davvero salvato da una situazione di crisi che, sennò, sarebbe durata forse per sempre”. Diciotto anni fa la sua esistenza era totalmente diversa. Un lavoro sicuro, una moglie e la voglia di crearsi una famiglia: “Nel 2013 è nata nostra figlia”, racconta l’uomo. “Ho deciso di mettere su famiglia ma non avendo disponibilità economiche ha preso un finanziamento per la casa. Poi le spese sono aumentate, nel frattempo mia moglie ha perso il lavoro e, successivamente, in seguito a un atto vandalico, abbiamo perso l’auto. Ci serviva, quindi ho attinto a un altro finanziamento. Negli anni ho avuto debiti da pagare e, quando la situazione si riallineava, mi sono sempre trovato costretto a ricorrere a nuovi finanziamenti”. Sino a quando il 50enne non si è rivolto a un gruppo di esperti della Legge.3it, che sono riusciti a preparare carte e documenti utili a ottenere uno stralcio del debito: “Di oltre il 93% della somma. Dietro questa situazione non c’è il fallimento di un’azienda, né la truffa da qualche sedicente broker che lo aveva spinto ad investire tutti i suoi risparmi. Purtroppo, il motivo principale che lo ha portato ad indebitarsi è stata una situazione lavorativa estremamente precaria, che non gli ha permesso di fare fronte alle esigenze economiche della sua famiglia con il suo stipendio. Nel 2006 l’uomo si è sposato e con la moglie ha preso una casa in affitto. I novelli sposi hanno sostenuto senza aiuti esterni le spese del matrimonio e del mobilio. La coppia era in attesa della prima figlia”, spiegano ancora gli esperti che hanno salvato la famiglia del cinquantenne. “Sembrava un periodo bello e felice per loro, ma purtroppo nello stesso anno lui è finito in cassa integrazione”. Poi un incidente stradale e l’auto distrutta portano l’uomo a chiedere altri finanziamenti.
Un incubo lunghissimo che, però, ha visto la parola fine con la sentenza dello scorso 23 aprile del tribunale di Cagliari: stralcio di quasi tutta la somma a fronte di un piano di rientro che fosse realmente sostenibile dall’uomo, che per i prossimi tre anni pagherà 200 euro ed ha messo a disposizione un motociclo del valore di mille euro. “Purtroppo, negli anni nessuna finanziaria ha mai davvero preso in considerazione la situazione di quest’uomo, né ha mai valutato quali fossero le sue reali possibilità economiche”, commenta Gianmario Bertollo, fondatore di Legge3, la più grande organizzazione italiana specializzata nell’aiutare le persone a liberarsi dai debiti grazie alla Legge 3/2012. “Il precariato è tra le cause di indebitamento di moltissime famiglie, che si vedono costrette a chiedere prestiti per poter sostenere anche le spese più basilari. A quest’uomo facciamo i nostri migliori auguri affinché trovi presto una sua stabilità lavorativa, e che abbia una vita felice e serena, finalmente libera dai debiti”.


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