Oniferi-Orani, la rivalità nel derby di calcio battuta dal cuore degli stranieri

Il bellissimo racconto di Antonio Tanda: “Ho visto Buba fare gol ed esultare assieme ai suoi tifosi che lo incitavano. Ho visto Hassane e Buba farsi falli a vicenda e darsi sempre il cinque subito dopo. 
Ho visto Giovanni Ortu, sostituito, sedersi vicino a Buba (espulso, forse ingiustamente) e guardare assieme a lui l’ultima parte di gara. Dagli spalti ho finalmente sentito identificare i ragazzi dal numero di maglia e non dal colore della pelle”

di Antonio Tanda

Un anno dopo, un campionato dopo. Il derby di ieri mi ha fatto sorridere per diverse cose. Ovviamente per la vittoria,meritata, dell’Orani, perché le due sconfitte dell’anno scorso hanno fatto male, e perché vincere è sempre bello.

Ma ho sorriso anche e soprattutto perché, nonostante tutto, stiamo iniziando a capire i veri valori dello sport come specchio della vita quotidiana.

Non è stato un Oniferi-Orani qualunque, è stato un derby con Buba, Amilou e Ousmane da una parte, e Hassane dall’altra. In loro ho visto ciò che il calcio e lo sport devono essere: sana competizione tra ragazzi che sono avversari in campo senza essere nemici.
Ho visto Buba fare gol ed esultare assieme ai suoi tifosi che lo incitavano.
Ho visto Hassane e Buba farsi falli a vicenda e darsi sempre il cinque subito dopo.
Ho visto Giovanni Ortu, sostituito, sedersi vicino a Buba (espulso, forse ingiustamente) e guardare assieme a lui l’ultima parte di gara. Dagli spalti ho finalmente sentito identificare i ragazzi dal il numero di maglia e non dal colore della pelle. Ho sentito chiamare Hassane “su ‘e Orane”, ed è stato un chiaro segno del superamento di una finta barriera che, un anno fa, un campionato fa, sembravano decisamente difficili da superare.


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