Oncologico, no al maxi-reparto: “Allarme sui tumori al seno”

Accorpamento tra strutture semplici del Businco e del Brotzu di chirurgia oncologica su colon, vie biliari e seno. No di Cherchi, consigliere regionale Pds: “Il rischio è che venga svilito il centro di senologia che ha bisogno di specificità”

Businco, arriva il super-reparto. In arrivo una mega struttura complessa di chirurgia oncologica e senologica. E si accendono le polemiche, soprattutto per quanto riguarda le cure per i tumori alla mammella, male che colpisce tante di donne in Sardegna. A sollevare il caso l’interrogazione (primo firmatario Augusto Cherchi) in consiglio regionale del gruppo Pds. “I centri di chirurgia senologica tendono ad essere dei centri specialistici con la loro specificità”, spiega Cherchi, “ma a Cagliari non stanno seguendo questa direzione. Si prendono le strutture semplici del Businco e una compartimentale del Brotzu si accorpano e si fa una un chirurgia che si interessa del colon, delle vie biliari e anche della mammella. Noi chiediamo quale politica guida l’assessorato, quando definisce una breast unit (centro di senologia multidisciplinare, ndr) che non ha come aspetto prevalente la chirurgia della mammella, se si inserisce questa in un mare magnum di chirurgia oncologica.  Abbiamo paura che si svilisca la breast unit. perché serve la specificità assoluta della chirurgia del seno”.

Cherchi cita i dati sulla chirurgia oncologica senologica del Brotzu, la settimana in Italia per volumi: con l’accorpamento si è passato dalle 80 ore settimanali di sala operatoria del 2015, alle 36 ore attuali e ai tempi di attesa di oltre 70 giorni “inaccettabili”, aggiunge Cherchi, “anche per la letteratura scientifica che fissa il limite in non oltre 30 giorni”. C’è poi la mobilità passiva regionale passa dall’11 % del 2014 al 16 % del 2016. Insomma una situazione già critica che rischia, secondo molti, di aggravarsi ulteriormente.