Oasi dei 7 Vizi, stop alla dance: a Cagliari si balla solo a ostacoli

Vietate le serate danzanti, malumore tra gli operatori delle discoteche cagliaritane

 «In presenza di circa 1000 persone, erano in corso le somministrazioni di alimenti e bevande ed intrattenimento danzante, il pubblico ballava su un’area di circa cento metri sopra una pedana in legno, dove erano posizionate delle piramidi in plexiglass e acciaio, strutture alte quasi due metri e la chiusura delle uscite di sicurezza avrebbero potuto costituire un serio pericolo per l’uscita dei clienti in caso di necessità».

Sono alcune delle motivazioni,  come riportate nella relazione degli agenti della polizia amministrava della Questura, (a seguito del sopralluogo di venerdì 7 agosto, presso “l’Oasi dei 7 Vizi”, nel litorale del Poetto, a Quartu), che hanno fatto scattare, da parte del “Servizio Attività Produttive del Comune”, la cessazione immediata dell’attività danzante: uno stop alla musica dunque, deciso dagli uffici di Via Eligio Porcu, sulle paventate irregolarità emerse dal verbale della Questura. A nulla è valso dunque il rilascio della Duaap (avvenuto solo dopo metà agosto), ai gestori dell’Oasi dei 7 Vizi, per poter «avviare le attività ginnico-ricreative e la somministrazione di alimenti e bevande».

Provvedimenti che, come prevedibile, fanno scattare il malumore tra le decine di gestori e titolari di altrettanti chioschi e stabilimenti “sparsi” sul litorale: spesso burocrazia infinita, poche regole chiare ed univoche per tutti, costituiscono il marasma più completo: tra dubbi e perplessità su “quel che si può fare e non fare” a beneficio del divertimento per i clienti, (che vogliono musica, cibo e bevande, ma anche di poter ballare in tranquillità in zone lontane dal centro abitato) e di conseguenza, poche certezze anche per giovani e non (disoccupati), che aspettano anche questo periodo per poter lavorare.


In questo articolo: