“Nuovo lockdown? Sarà durissima per il mio bar di Quartu, ho anche ridotto i posti”

I timori di Stefano Vargiu, 45 anni, titolare di una caffetteria in via Lamarmora: “Mi ero appena ripreso dal primo lockdown, prevedo una grossa perdita se dovrò fermarmi di nuovo: purtroppo la paura per il virus è tanta”


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Da un primo lockdown allo spettro di un secondo, seppur “a tempo”. Quindici giorni di “stop and go”, il termine utilizzato dal presidente sardo Christian Solinas suona, però, come un termine già sin troppo noto ai commercianti del settore della ristorazione. Stefano Vargiu ha 45 anni e, da dieci, gestisce con la moglie un bar a Quartu Sant’Elena, in via Lamarmora: “Una nuova chiusura vorrà dire una sfida durissima, economicamente parlando, per me. Già la prima è stata molto dura, mi stavo riprendendo, avevo appena superato quella fase”, racconta. “Ho anche dovuto ridurre le sedie, cinque in meno. Molti clienti hanno ancora paura e non sanno se possono toccare la zuccheriera o se è meglio consumare al bancone o seduti. Io, pazientemente, li aiuto, e sto rispettando tutte le regole anti-contagio”.

“Prevedo, in caso di nuova chiusura, una grossa perdita economica. Ho l’affitto da pagare, oltre alle varie spese e bollette. Sono riuscito a reggere, sinora, solo perchè il bar è a conduzione familiare: se avessi avuto dei dipendenti sarei stato costretto a licenziarli, o a chiudere per sempre”.


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