“Non si poteva aspettare l’evolversi dell’emergenza Covid prima di cambiare la raccolta rifiuti a Cagliari?”

“La decisione del Comune di Cagliari di modificare il sistema di ritiro dei rifiuti mentre la Città, come tutta Italia, è in codice rosso per via del coronavirus è certamente un provvedimento quanto meno intempestivo, tenuto conto delle difficoltà oggettive nelle quali si trovano i singoli cittadini, le famiglie, le imprese”

Rivedere le proprie decisioni, sospendere il nuovo sistema di ritiro dei rifiuti sarebbe un atto  opportuno e intelligente. La decisione del Comune di Cagliari di modificare il sistema di ritiro dei rifiuti mentre la Città, come tutta Italia, è in codice rosso per via del coronavirus è certamente un provvedimento quanto meno intempestivo, tenuto conto delle difficoltà oggettive nelle quali si trovano i singoli cittadini, le famiglie, le imprese. Sarebbero state sufficienti queste semplici considerazioni, senza rimetterci la faccia, a sospendere un provvedimento che tanto caos ha generato in città e soprattutto tante proteste per la impopolarità di una scelta che andava  meditata  con maggiore responsabilità. La storiella che  gli utenti alla fine risparmierebbero appena che una decina di euro all’anno non convince sulla necessità di modificare un sistema che tutto sommato era entrato nella mentalità e nella organizzazione della vita delle famiglie, specie in quelle dei grandi condomini che coinvolge anche l’organizzazione della movimentazione, del  lavaggio e della sanificazione dei mastelli che non possono essere tenuti negli androni dei palazzi anche per evidenti ragioni igienico-sanitarie.

A questi problemi si aggiungono quelli del possibile contagio da coronavirus e da sporcizia  che,  con l’esposizione dei mastelli singoli da mettere nei marciapiedi, ci portiamo poi dentro casa, comprese le deiezioni ( in termine volgare “pisciate” ) dei cani che i padroni, non abitanti nel condominio, lasciano tranquillamente fare soprattutto nelle ore notturne incontrollabili.Allora, domanda, perchè non si applica anche e in contemporanea il regolamento per il passeggio dei cani obbligando i proprietari a portarli a fare la pipiì in strada e non sul marciapiede ? Esiste l’ obbligo di tenere i cani al guinzaglio e a distanza di  un metro e cinquanta dai muri delle abitazioni, ma nessuno lo rispetta. L’obbligo della bottiglietta d’acqua per diluire la pipì, è una semplice boutade, una chiccheria, che non attenua gli effetti. Portarsi a casa i mastelli lordati dalla pipì dei cani non è igienico e costringe ad un lavaggio e ad una sanificazione che comporta difficoltà, tenuto conto della dimensionedei mastelli e delle nostre cucine. Ecco, tornare al vecchio sistema si può, anzi si deve, proprio per le ragioni ( ma ce ne sarebbero altre ) che abbiamo appena esposto. Ci vuole coraggio, umiltà e buon senso. Che sono doti dei buoni amministratori pubblici.
Marcello Roberto Marchi


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